Il punto chiave
Se sei datore di lavoro e intendi assumere direttamente il ruolo di RSPP, la formazione è un requisito inderogabile come previsto dall'art. 34 D.Lgs 81/08. La mancata formazione espone a sanzioni previste dall'art. 55 D.Lgs 81/08. Il primo passo concreto è verificare se la tua azienda rientra tra i settori ammessi dall'art. 34 D.Lgs 81/08 e, solo dopo, avviare il percorso formativo modulare.
Gestire in prima persona la sicurezza sul lavoro è una scelta che molti imprenditori valutano - soprattutto nelle realtà più piccole, dove ogni ruolo pesa sul bilancio e le risorse umane interne sono limitate. L'art. 34 D.Lgs 81/08 riconosce questa possibilità, ma la norma pone una condizione chiara: chi assume l'incarico di RSPP deve dimostrare competenza, non solo buona volontà.
Eppure l'errore più frequente che emerge in sede ispettiva non è l'assenza di formazione - è un'altra cosa: il datore di lavoro che ha frequentato il corso anni fa e da allora non ha mai aggiornato la propria preparazione. Il percorso formativo RSPP datore di lavoro non è un adempimento una tantum, ma un impegno periodico codificato dalla normativa vigente.
Questo articolo risponde alle domande che chi si trova davanti a questa scelta si pone davvero: in quali condizioni la norma permette di fare l'RSPP in proprio, cosa comporta in termini di competenze, quanto dura il corso, come funziona l'aggiornamento. E quando, invece, affidarsi a un professionista esterno è la strada più efficiente. L'esperienza di consulenza nel settore conferma che chiarire questi punti in anticipo evita non-conformità costose e - cosa che molti sottovalutano - responsabilità personali difficili da gestire.
Sommario
- Datore di lavoro RSPP: quando la norma lo consente
- Le competenze che il DL-RSPP deve acquisire (e dimostrare)
- La struttura del corso: moduli e percorso formativo
- Durata del corso RSPP per datori di lavoro: il dettaglio per settore
- L'aggiornamento periodico: frequenza, contenuti e validità
- E-learning o in aula? Come scegliere il percorso giusto
- Le sanzioni per il datore di lavoro RSPP senza adeguata formazione
- RSPP interno o esterno: quando delegare conviene davvero
- FAQ - 10 domande frequenti
⏱ Tempo di lettura: circa 13 minuti
1. Datore di lavoro RSPP: quando la norma lo consente
Un obbligo non delegabile, una facoltà ben delimitata. Il D.Lgs 81/08 distingue nettamente tra i due concetti, e confonderli è alla base di molte irregolarità che gli organi di vigilanza riscontrano nelle PMI italiane.
L'art. 17 c.1 lett. b D.Lgs 81/08 stabilisce che la designazione dell'RSPP è un obbligo non delegabile del datore di lavoro. In pratica: chiunque ricopra l'incarico di RSPP - il DL stesso, un dipendente interno o un professionista esterno - deve essere designato formalmente dal vertice aziendale, e questo atto non può essere trasferito ad altri.
Ben diversa è la facoltà di svolgere direttamente i compiti di RSPP, prevista dall'art. 34 D.Lgs 81/08. La norma consente questa scelta soltanto alle aziende che rientrano in specifici settori di attività - identificati tramite i codici ATECO - e che rispettino i parametri dimensionali indicati nel decreto. Tradotto in pratica: non tutte le imprese possono avvalersi di questa opzione, e verificarlo in anticipo è il primo adempimento da completare prima di avviare qualsiasi percorso formativo.
Scenario reale - Piccola impresa metalmeccanica
Un titolare di un'officina metalmeccanica con sei lavoratori decide di assumere personalmente l'incarico di RSPP. Verifica il codice ATECO della propria attività - rientra tra quelli ammessi - e avvia il percorso formativo previsto dall'ASR 17/04/2025. Risultato: piena conformità normativa, eliminazione del costo del consulente esterno e - aspetto che emerge solo dopo - maggiore consapevolezza dei rischi specifici del processo produttivo. Sul campo si riscontra spesso che questa scelta, quando supportata da formazione adeguata, migliora la qualità della gestione quotidiana della sicurezza rispetto alla delega automatica a terzi.
Una precisazione che vale la pena fare, perché crea confusione: l'art. 34 non introduce un diritto incondizionato. È una facoltà che la norma riconosce in presenza di due condizioni cumulative: appartenere ai settori e alle dimensioni ammesse, e possedere - o acquisire - la formazione specifica prevista. Se anche solo una delle due condizioni non è soddisfatta, l'autodesignazione come RSPP non è valida.
2. Le competenze che il DL-RSPP deve acquisire (e dimostrare)
Chi fa consulenza nel settore sa che la domanda giusta non è "quante ore dura il corso", ma "cosa deve saper fare un RSPP al termine del percorso formativo". Le due cose sono correlate, ma non sono la stessa cosa.
L'art. 32 D.Lgs 81/08 definisce le capacità e i requisiti professionali dell'RSPP, stabilendo che questo ruolo richiede - tra le altre cose - una formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi, specificamente correlata alla natura dei rischi presenti nell'azienda. Per il datore di lavoro che assume direttamente l'incarico, il percorso formativo è strutturato in modo differente rispetto a quello previsto per gli RSPP professionisti, ma rimane cogente nei suoi contenuti.
Le competenze che il datore di lavoro RSPP deve dimostrare coprono diversi ambiti: la conoscenza del quadro normativo di riferimento (D.Lgs 81/08 e norme attuative), la capacità di identificare e valutare i rischi specifici del proprio contesto produttivo, le basi della comunicazione e formazione dei lavoratori, le procedure di emergenza, i principi di ergonomia e organizzazione del lavoro in sicurezza. Non un elenco astratto, ma un insieme di competenze operative che si traducono direttamente in scelte quotidiane: dalla redazione del DVR alla gestione delle non conformità emerse durante un sopralluogo.
Il consiglio dell'esperto
Un consiglio professionale che vale la pena considerare: andare oltre il minimo formativo non è un eccesso di zelo, è una scelta strategica. Il datore di lavoro che ricopre anche il ruolo di RSPP porta una responsabilità doppia - quella datoriale e quella tecnica. In aziende dove i rischi specifici sono rilevanti (chimica, costruzioni, lavorazioni in quota), investire in formazione aggiuntiva rispetto al modulo integrativo obbligatorio riduce il margine di errore in modo misurabile. L'esperienza di consulenza nel settore conferma che le contestazioni ispettive più serie riguardano quasi sempre aziende dove la formazione del DL-RSPP era al minimo di legge.
Corso per Datori di Lavoro RSPP - Modulo Comune
Percorso e-learning conforme all'Accordo Stato-Regioni 17/04/2025. Attestato valido su tutto il territorio nazionale.
3. Come è strutturato il corso: moduli e percorso formativo
La struttura del percorso formativo per il datore di lavoro che assume il ruolo di RSPP è articolata in due componenti distinte: un modulo comune e uno o più moduli integrativi settoriali. Questa architettura - definita dall'ASR 17/04/2025 - non è casuale: risponde alla logica di una formazione che parte da basi condivise e poi si specializza sui rischi reali del contesto produttivo.
Il modulo comune ha durata di 8 ore ed è uguale per tutti i settori. Copre il quadro normativo generale, i principi della valutazione dei rischi, i fondamenti del sistema di prevenzione e protezione e le modalità di coordinamento con le altre figure della sicurezza aziendale (medico competente, RLS, addetti alle emergenze).
I moduli integrativi variano invece in base al settore ATECO di appartenenza dell'azienda. Il loro contenuto approfondisce i rischi caratteristici di quel comparto: per il settore costruzioni si concentreranno sui rischi specifici del cantiere edile; per l'agricoltura, sui rischi agronomici e da uso di macchinari; per la chimica, sulle sostanze pericolose e i processi di lavorazione. Ogni modulo integrativo è progettato per rendere la formazione del DL-RSPP concretamente applicabile nel contesto operativo dell'azienda.
Scheda tecnica correlata
Tabella comparativa: percorso formativo DL-RSPP per settore
Schema operativo che riassume moduli, durata, contenuti e modalità di erogazione del corso RSPP per datori di lavoro, organizzato per macro-settore ATECO. Utile per la pianificazione formativa annuale.
Una domanda che emerge spesso: il percorso formativo per il DL-RSPP è lo stesso di quello previsto per l'RSPP professionista? No. Il percorso per l'RSPP designato - che sia un dipendente interno o un consulente esterno - prevede i moduli A, B e C (come stabilito dall'ASR 17/04/2025), per una durata complessiva significativamente superiore. Il percorso per il DL-RSPP è una via autonoma, più compatta ma comunque strutturata, che l'ordinamento riconosce in ragione del fatto che il datore di lavoro ha già una conoscenza diretta della propria realtà produttiva.
4. Durata del corso RSPP per datori di lavoro: quanto tempo serve davvero?
Otto ore. È la durata del modulo comune - la componente di base uguale per tutti, indipendentemente dal settore. Ma la risposta alla domanda "quanto dura il corso RSPP per datori di lavoro?" non si ferma qui.
A quel modulo si aggiunge, nei casi previsti dalla normativa vigente, il modulo integrativo settoriale, la cui durata dipende dal comparto produttivo dell'azienda e dai profili di rischio specifici che la norma associa a quel settore. L'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 definisce i contenuti e la struttura di questi moduli: la durata totale del percorso varia quindi in funzione del settore ATECO e del livello di rischio associato.
A conti fatti, la durata complessiva del percorso formativo per un DL-RSPP risulta comunque inferiore rispetto a quella richiesta per un RSPP designato con il percorso completo dei moduli A+B+C. Questo non significa che sia meno importante: i contenuti sono tarati sui rischi reali del contesto, e la loro assimilazione ha ricadute dirette sulla qualità della gestione della sicurezza aziendale.
Scenario reale - Settore commercio: il rischio del mancato aggiornamento
Un titolare di una piccola catena di distribuzione alimentare aveva frequentato il corso DL-RSPP diversi anni prima e non aveva mai provveduto all'aggiornamento. Durante una verifica ispettiva, l'ispettore ha richiesto l'attestato di aggiornamento. L'assenza del documento - e la conseguente irregolarità della formazione - ha comportato la contestazione dell'intera posizione prevenzionistica dell'azienda, con riflessi anche sulla validità della documentazione di sicurezza. Il titolare ha poi provveduto all'aggiornamento e alla revisione del DVR, ma il tempo e i costi di gestione della contestazione avrebbero potuto essere evitati con una pianificazione adeguata delle scadenze formative.
Un dettaglio operativo che conviene tenere a mente: la durata del corso non coincide necessariamente con il tempo necessario per organizzare la formazione. La modalità e-learning è ammessa per l'aggiornamento periodico DL-RSPP secondo le indicazioni dell'ASR 17/04/2025, mentre il corso base (modulo comune e moduli integrativi) richiede la presenza fisica o la videoconferenza sincrona. La gestione degli orari è quindi più flessibile per l'aggiornamento che per la formazione iniziale: una variabile pratica che incide sulla pianificazione del percorso, non sull'obbligo formativo in sé.
5. L'aggiornamento periodico: frequenza, contenuti e validità
La formazione iniziale è il punto di partenza, non il traguardo. Il datore di lavoro RSPP ha l'obbligo di aggiornare periodicamente la propria preparazione, in conformità con quanto stabilito dall'art. 34 c.3 D.Lgs 81/08 e dall'Accordo Stato-Regioni applicabile.
L'aggiornamento non è una ripetizione del corso base. I suoi contenuti devono coprire le novità normative intervenute nel periodo, le evoluzioni delle tecniche di valutazione dei rischi, le esperienze tratte dall'analisi degli infortuni e dei quasi-infortuni, i cambiamenti organizzativi o tecnologici eventualmente verificatisi nell'azienda. In sostanza, l'aggiornamento serve a tenere il DL-RSPP allineato con un contesto normativo che evolve e con i rischi concreti di un'azienda che cambia nel tempo.
Purtroppo, l'aggiornamento è anche l'adempimento più trascurato. Chi opera nel settore della consulenza vede regolarmente aziende dove la formazione iniziale è in regola e quella periodica no - spesso semplicemente perché non è stata calendarizzata in modo sistematico, o perché ci si affida a una memoria a breve termine che non tiene traccia delle scadenze. Il consiglio professionale è di inserire la data di scadenza dell'aggiornamento nel sistema di gestione documentale aziendale contestualmente al rilascio dell'attestato, non dopo.
Attenzione - Errore frequente: confondere il corso con l'aggiornamento
Un equivoco che emerge frequentemente: il datore di lavoro che ha frequentato un corso RSPP recente (ad esempio nel 2023) ritiene di essere in regola anche per i prossimi anni, senza ulteriori adempimenti. In realtà, la validità della formazione non è illimitata: l'aggiornamento periodico è un obbligo autonomo rispetto alla formazione base, con cadenza definita dalla normativa. Mancarlo - anche di poco - rende la posizione del DL-RSPP irregolare agli occhi degli organi di vigilanza.
Corso di Aggiornamento per Datori di Lavoro RSPP
Aggiornamento periodico conforme alla normativa vigente. Modalità e-learning, attestato valido su tutto il territorio nazionale.
6. Formazione e-learning o in aula? Come scegliere il percorso giusto
Non è una domanda banale. La modalità formativa incide sulla fruibilità del percorso, sul costo, sulla flessibilità organizzativa e - aspetto che viene spesso trascurato - sulla qualità dell'apprendimento per il singolo profilo.
Una distinzione che l'ASR 17/04/2025 rende esplicita e che ha ricadute pratiche dirette: il corso base del percorso DL-RSPP (modulo comune e moduli integrativi) richiede la presenza fisica in aula o la videoconferenza sincrona. La modalità e-learning non è ammessa per la formazione iniziale. Per i corsi di aggiornamento periodico quinquennale, invece, l'e-learning è ammesso secondo le indicazioni dell'ASR 17/04/2025. Questo non è un dettaglio tecnico: significa che chi deve ancora conseguire la formazione di base deve organizzarsi per partecipare a un percorso in presenza o in videoconferenza sincrona, con date e orari definiti.
La formazione in aula o in videoconferenza sincrona ha il vantaggio dell'interazione diretta con il docente: è possibile porre domande, discutere casi concreti, confrontarsi con altri partecipanti che gestiscono aziende simili. Per chi si avvicina per la prima volta al ruolo di RSPP, o per chi opera in settori ad alta complessità normativa, il contatto diretto con un formatore esperto può fare la differenza tra una formazione che resta un pezzo di carta e una che cambia davvero l'approccio alla gestione della sicurezza.
Criterio pratico: se il tuo settore prevede rischi tecnici specifici (cantieri, chimico, uso di macchinari) e hai poca esperienza di gestione della sicurezza, valuta la formazione in aula o videoconferenza - che è in ogni caso la modalità obbligatoria per il corso base. Per l'aggiornamento quinquennale, se hai già la base di conoscenze e il tuo principale vincolo è l'orario, l'e-learning è una soluzione valida e normativa. In ogni caso, l'attestato finale deve essere rilasciato da un ente formativo accreditato e conforme ai requisiti dell'ASR 17/04/2025.
Per un approfondimento sul nuovo Accordo Stato-Regioni e sulle modalità formative che ha introdotto, la pagina Nuovo Accordo Stato-Regioni 2025 su silaq.store raccoglie i principali aggiornamenti normativi applicabili alla formazione obbligatoria.
7. Le sanzioni per il datore di lavoro RSPP senza adeguata formazione
Le conseguenze della mancata formazione del DL-RSPP non si misurano soltanto in termini economici - anche se gli importi sanzionatori previsti dall'art. 55 D.Lgs 81/08 per le violazioni legate ai requisiti dell'RSPP sono tutt'altro che trascurabili.
Chi opera in questo ambito sa che il piano delle sanzioni non è il solo rischio da considerare. Un datore di lavoro che si autodesigna RSPP senza formazione adeguata o con aggiornamento scaduto opera in una condizione di irregolarità che si riflette a cascata sull'intera struttura prevenzionistica aziendale: la validità del DVR, la regolarità delle nomine delle altre figure della sicurezza, la gestione delle emergenze. In sede di contenzioso, questa situazione può avere profili di responsabilità che vanno oltre l'aspetto economico e possono portare alla sospensione dell’attività lavorativa.
| Violazione | Sanzione | Riferimento normativo | Rischio pratico |
|---|---|---|---|
| Mancata formazione del DL-RSPP (assenza del percorso base) | Sanzioni previste dall'art. 55 D.Lgs 81/08 | Art. 34 + Art. 55 D.Lgs 81/08 | L'ispettore verifica l'attestato tra i primi documenti richiesti in sede di controllo |
| Mancato aggiornamento periodico del DL-RSPP | Sanzioni previste dall'art. 55 D.Lgs 81/08 | Art. 32 c.3 D.Lgs 81/08 + ASR 17/04/2025 | La data di scadenza dell'aggiornamento è uno degli elementi più verificati nelle ispezioni sulla formazione |
| DL che esercita da RSPP in settore non ammesso dall'art. 34 | Irregolarità della designazione + sanzioni correlate | Art. 34 D.Lgs 81/08 | Rende automaticamente irregolare tutta la gestione prevenzionistica: DVR, nomine, documentazione |
Un dato che emerge con frequenza dall'esperienza ispettiva: le contestazioni relative alla formazione del DL-RSPP non riguardano quasi mai la totale assenza del percorso base, ma piuttosto il mancato aggiornamento periodico. Questo costa caro - sia in termini sanzionatori sia di tempo per sanare la posizione. Gestire le scadenze formative con un sistema di alert interno è, francamente, il modo più semplice per evitare questo tipo di problema.
Per una panoramica completa sulla consulenza in materia di sicurezza sul lavoro, incluso il supporto nella gestione documentale e nelle verifiche di conformità, è disponibile la sezione Consulenza Sicurezza sul Lavoro D.Lgs 81/08 di silaq.store.
8. RSPP interno o esterno: quando delegare conviene davvero
Non c'è una risposta universale - e questo è proprio il punto.
L'opzione di fare il RSPP in proprio ha senso in aziende dove il datore di lavoro ha una presenza operativa costante, una conoscenza diretta dei processi produttivi e la disponibilità di tempo per svolgere concretamente i compiti che il ruolo implica: non solo frequentare il corso, ma partecipare alle riunioni periodiche di sicurezza, aggiornare il DVR, gestire le procedure di emergenza, tenersi aggiornato sulle novità normative.
Affidarsi a un RSPP esterno - come previsto dall'art. 31 c.1 D.Lgs 81/08 - diventa invece la scelta più efficiente nelle situazioni in cui il DL ha un profilo di attività distante dalla gestione operativa della sicurezza, o quando l'azienda opera in settori a elevata complessità normativa (costruzioni, chimico, ambienti confinati) dove l'expertise tecnica richiesta supera ragionevolmente quanto si può acquisire con il solo percorso formativo base. Non è una resa: è una scelta di gestione del rischio.
Sul campo si riscontra spesso un'altra variabile che non viene considerata abbastanza: il tempo effettivo. Il ruolo di RSPP non si esaurisce nel conseguimento dell'attestato. Richiede tempo per sopralluoghi, aggiornamenti documentali, formazione dei lavoratori, gestione degli infortuni e dei quasi-infortuni, comunicazione con il medico competente. Un imprenditore che gestisce una PMI in prima persona deve valutare onestamente se dispone di quella banda operativa - e se la risposta è no, l'RSPP esterno è la scelta più razionale, oltre che sicura.
Scheda tecnica correlata
Guida pratica: DL-RSPP o RSPP esterno? Analisi comparativa per la tua azienda
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L'infografica riepilogativa
Scarica l'infografica da stampare in alta risoluzione
9. FAQ - Le domande più frequenti
Chi può fare l'RSPP da solo come datore di lavoro?
Il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di RSPP soltanto nelle aziende che rientrano nei settori e nei parametri dimensionali previsti dall'art. 34 D.Lgs 81/08. Non è una facoltà aperta a tutte le imprese. Attenzione però: anche quando la norma lo consente, il DL deve possedere i requisiti di formazione stabiliti dall'art. 34 c.2 D.Lgs 81/08. La verifica del codice ATECO è il primo passo operativo da compiere.
Quanto dura il corso RSPP per datori di lavoro?
Il percorso formativo per il DL-RSPP si articola in un modulo comune di 8 ore - uguale per tutti i settori - e in uno o più moduli integrativi settoriali, ove previsto, la cui durata varia in base al codice ATECO dell'azienda e al profilo di rischio associato. La struttura è definita dall'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025. Attenzione però: la durata varia da settore a settore - non esiste un'unica risposta valida per tutte le imprese.
Il corso RSPP datore di lavoro si può fare online?
Il corso base del percorso DL-RSPP (modulo comune e moduli integrativi) deve essere svolto in presenza fisica o in videoconferenza sincrona: la modalità e-learning non è ammessa per la formazione iniziale secondo l'ASR 17/04/2025. L'e-learning è invece ammesso per i corsi di aggiornamento periodico quinquennale. Il corso - sia in presenza che in videoconferenza - deve essere erogato da un ente formativo accreditato nel rispetto dei requisiti tecnici e metodologici previsti dalla normativa. Attenzione però: la modalità e-learning non riduce i contenuti né la durata prevista per l'aggiornamento - è una flessibilità organizzativa, non una semplificazione del percorso.
Ogni quanto va rinnovato il corso RSPP datore di lavoro?
L'art. 34 c.3 D.Lgs 81/08 stabilisce l'obbligo di aggiornamento periodico per il DL-RSPP. La frequenza e i contenuti dell'aggiornamento sono definiti dall'Accordo Stato-Regioni applicabile, che prevede una cadenza quinquennale. Attenzione però: la norma non prevede che il mancato aggiornamento nei termini sia automaticamente sanabile con un semplice recupero: l'irregolarità viene contestata dalla data in cui l'aggiornamento avrebbe dovuto essere completato.
Il datore di lavoro RSPP deve avere il diploma di scuola superiore?
No. Il requisito del diploma di istruzione secondaria superiore previsto dall'art. 32 D.Lgs 81/08 si applica agli RSPP designati interni ed esterni, non al datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di RSPP ai sensi dell'art. 34. L'art. 34 non richiama i requisiti di istruzione dell'art. 32, e il Ministero del Lavoro ha confermato che al DL-RSPP non è richiesto il possesso del diploma. Attenzione però: l'assenza di questo requisito non esime dall'obbligo formativo specifico previsto dall'art. 34 - la formazione del percorso DL-RSPP rimane inderogabile.
Cosa succede se il DL fa l'RSPP in un settore non ammesso dall'art. 34?
La designazione è irregolare. Non si tratta di una violazione formale minore: l'intera posizione prevenzionistica dell'azienda - DVR, nomine delle altre figure della sicurezza, gestione delle emergenze - risulta fondata su una designazione invalida, con conseguenze che possono essere significative in caso di infortuni o contestazioni ispettive. Attenzione però: la verifica del codice ATECO ammesso deve avvenire prima di avviare il percorso formativo, non dopo.
Il corso DL-RSPP è lo stesso del corso RSPP per professionisti?
No. Il percorso per l'RSPP designato (professionista o dipendente interno) prevede i moduli A, B e C come definiti dall'ASR 17/04/2025, per una durata complessiva molto superiore. Il percorso per il DL-RSPP è una via autonoma, più compatta ma specificamente strutturata, che l'ordinamento riconosce per le situazioni in cui il vertice aziendale assume direttamente la funzione. Attenzione però: minore durata non significa minore responsabilità - il DL-RSPP risponde nello stesso modo di un RSPP designato per la corretta gestione della sicurezza.
Il datore di lavoro può delegare ad altri i compiti di RSPP?
Sì, ma con una distinzione fondamentale. L'art. 17 c.1 lett. b D.Lgs 81/08 stabilisce che la designazione dell'RSPP è un obbligo non delegabile: l'atto formale di nomina deve sempre essere firmato dal datore di lavoro. I compiti operativi di RSPP, invece, possono essere svolti da un professionista esterno (art. 31 D.Lgs 81/08) o da un dipendente interno con i requisiti previsti. Attenzione però: delegare i compiti non trasferisce la responsabilità della designazione.
Cosa deve contenere il corso RSPP per datori di lavoro?
I contenuti del percorso formativo per il DL-RSPP sono definiti dall'ASR 17/04/2025 e includono: quadro normativo di riferimento, principi di valutazione dei rischi, sistemi di gestione della sicurezza, comunicazione e formazione dei lavoratori, gestione delle emergenze, rischi specifici del settore ATECO. Attenzione però: i contenuti del modulo integrativo settoriale variano in modo significativo da un comparto all'altro - non sono intercambiabili tra settori diversi.
Il DL-RSPP deve partecipare alle riunioni periodiche di sicurezza?
Sì. L'art. 35 D.Lgs 81/08 prevede la riunione periodica di prevenzione e protezione dai rischi, nelle aziende che superano il limite dimensionale previsto dalla norma. Il DL che ricopre anche il ruolo di RSPP è tenuto a convocare e presiedere questa riunione, coinvolgendo le altre figure della sicurezza (medico competente, RLS, addetti alle emergenze). Attenzione però: la documentazione della riunione - verbale e ordine del giorno - è uno degli elementi verificati in sede ispettiva.
Il prossimo passo
Assumere il ruolo di RSPP in prima persona è una scelta legittima, che la norma riconosce e regola con precisione. Non è una scorciatoia - è un impegno che richiede formazione, aggiornamento continuo e disponibilità a dedicare tempo a un ruolo che non si esaurisce nel conseguimento dell'attestato. Chi lo sceglie con consapevolezza e lo gestisce con rigore ottiene un vantaggio reale: una conoscenza diretta dei processi produttivi e dei rischi associati che difficilmente un consulente esterno può replicare con la stessa profondità.
Il percorso concreto da seguire è chiaro: verificare se il settore ATECO della propria azienda rientra tra quelli ammessi dall'art. 34 D.Lgs 81/08, frequentare il modulo comune (8 ore) e il modulo integrativo settoriale, ove previsto, come indicato dall'ASR 17/04/2025, e pianificare da subito la scadenza del prossimo aggiornamento. Se invece si valuta l'opzione di un RSPP esterno, il confronto con un consulente specializzato permette di capire qual è la soluzione più adeguata al profilo specifico dell'azienda.
Per chi vuole iniziare oggi: i corsi per il percorso DL-RSPP disponibili su coprono tutti i settori ATECO ammessi dalla normativa, in modalità conformi alla normativa vigente. Per una valutazione personalizzata del percorso più adatto alla propria azienda, è possibile contattare il team di consulenza di SILAQ direttamente dalla pagina .
Redazione SILAQ - Team Formazione e Compliance
A cura del team consulenza SILAQ - specialisti D.Lgs 81/08 dal 1986
Ultimo aggiornamento: Aprile 2026 - Normativa aggiornata al 17/04/2025 (ASR)