Aggiornamento Preposti: Scadenze Biennali, Calcolo Decorrenza e Periodo Transitorio
L'aggiornamento preposti ha cadenza biennale e durata minima di 6 ore, come stabilito dall'art. 37, comma 7-ter del D.Lgs 81/08 e confermato dall'ASR del 17 aprile 2025 (in vigore dal 24 maggio 2025). Le modalità ammesse sono solo presenza e videoconferenza sincrona. Per i preposti formati prima del 24 maggio 2023, la scadenza del primo aggiornamento è fissata al 24 maggio 2026 (periodo transitorio). Per chi si è formato dopo, la scadenza si calcola a due anni dalla data dell'ultimo corso.
IL PUNTO CHIAVE
Se hai preposti in azienda, la scadenza critica è il 24 maggio 2026: entro quella data, tutti i preposti formati prima del 24 maggio 2023 devono aver completato l'aggiornamento biennale di 6 ore secondo le nuove regole ASR 2025. Il mancato adempimento equivale a un preposto non formato, con sanzioni previste dall'art. 55 del D.Lgs 81/08. Azione: verifica ora le date di ultimo aggiornamento di ogni preposto in organico.
Due anni. Non cinque. La frequenza dell'aggiornamento preposti è stata per anni una zona grigia normativa — la Legge 215/2021 diceva biennale, l'Accordo Stato-Regioni del 2011 ancora in vigore prevedeva cinque anni. Risultato: confusione, interpelli contraddittori (il n. 6/2024 e il n. 7/2024 della Commissione hanno alimentato il dibattito invece di risolverlo) e aziende che non sapevano a quale scadenza attenersi.
L'ASR del 17 aprile 2025 ha chiuso la questione. Cadenza biennale, 6 ore minime, solo in presenza o videoconferenza sincrona. Con un regime transitorio che fissa al 24 maggio 2026 la prima scadenza per chi non si è aggiornato di recente. Il calcolo della decorrenza, però, dipende da quando il preposto ha completato l'ultimo percorso formativo — e qui molte aziende sbagliano.
In questa guida il team SILAQ chiarisce il meccanismo di calcolo delle scadenze, i casi particolari del periodo transitorio e le conseguenze concrete del mancato aggiornamento.
Sommario
- Da quinquennale a biennale: la fine di un'ambiguità durata quattro anni (il contesto normativo)
- 6 ore ogni 2 anni: contenuti, modalità e requisiti dell'aggiornamento (cosa prevede l'ASR 2025)
- Come calcolare la scadenza del tuo preposto: la tabella delle casistiche (il calcolo pratico)
- Cosa succede se l'aggiornamento scade: sanzioni e rischi operativi (le conseguenze)
- Pianificare gli aggiornamenti senza scoperture: la strategia aziendale (il piano d'azione)
- Domande frequenti sull'aggiornamento preposti (FAQ)
⏱ Tempo di lettura: 9 minuti
1. Da quinquennale a biennale: la fine di un'ambiguità durata quattro anni
L'obbligo di aggiornamento biennale per i preposti esiste dalla Legge 215/2021, che ha introdotto il comma 7-ter all'art. 37 del D.Lgs 81/08. Eppure, per quasi quattro anni, la norma è rimasta inapplicata nella pratica. Il motivo? L'Accordo Stato-Regioni del 2011 — l'unico in vigore fino al maggio 2025 — prevedeva una cadenza quinquennale. Due fonti normative in contraddizione tra loro.
La Commissione per gli interpelli ha tentato di fare chiarezza con l'Interpello n. 6/2024 e il n. 7/2024. Il risultato, però, è stato paradossale: la Commissione ha affermato che, in assenza di un nuovo Accordo, l'aggiornamento quinquennale restava la regola operativa. In pratica, ha detto che la legge c'era ma non si poteva applicare fino a quando non fosse arrivato il regolamento attuativo. Una posizione che ha lasciato perplessi molti giuristi — e che ha generato ancora più incertezza tra le aziende.
L'ASR del 17 aprile 2025 ha chiuso il cerchio. Cadenza biennale, senza più margini interpretativi. Entrata in vigore: 24 maggio 2025 (quindicesimo giorno dopo la pubblicazione in GU, Serie Generale n. 119). Chi si era attenuto alla cadenza quinquennale — legittimamente, alla luce degli interpelli — ha ora una finestra di adeguamento: il periodo transitorio di 12 mesi, con scadenza 24 maggio 2026.
Attenzione
Molti credono che l'Interpello 6/2024 abbia "congelato" l'obbligo biennale in via definitiva. In realtà, quel parere era valido solo in attesa del nuovo Accordo. Dall'entrata in vigore dell'ASR 2025, l'aggiornamento biennale è pienamente operativo e cogente. Attenersi ancora alla cadenza quinquennale espone l'azienda a contestazioni ispettive.
2. 6 ore ogni 2 anni: contenuti, modalità e requisiti dell'aggiornamento
Sei ore minime. Non una di meno. L'aggiornamento preposti secondo l'ASR 2025 deve coprire le evoluzioni normative, le modifiche organizzative aziendali, i nuovi rischi emersi dalla valutazione e le tecniche di comunicazione e vigilanza. Non è un "ripassino" del corso base: è un percorso autonomo con contenuti specifici.
Le modalità ammesse sono due: presenza fisica in aula e videoconferenza sincrona. L'e-learning asincrono non è consentito, né per il corso base né per l'aggiornamento. Una scelta coerente con la natura del ruolo: il preposto deve saper gestire situazioni operative in tempo reale, e questo richiede una formazione che preveda interazione, confronto e simulazione — cose che una videolezione registrata non può offrire.
C'è un aspetto che molte aziende trascurano. L'aggiornamento per preposti e quello per lavoratori non sono equivalenti.
L'aggiornamento specifico per preposti comprende contenuti aggiuntivi legati al ruolo di vigilanza e, pertanto, è valido anche come aggiornamento per lavoratori.
Tuttavia, non vale il contrario: un preposto che partecipa esclusivamente all'aggiornamento lavoratori non assolve il proprio obbligo formativo specifico.
Nella pratica, capita frequentemente che il preposto venga inserito in corsi di aggiornamento "generici", senza verificare che siano trattati i contenuti previsti per la sua funzione.
La verifica finale è obbligatoria anche per l'aggiornamento, con le stesse regole del corso base: frequenza minima del 90% delle ore previste e superamento di un test in modalità sincrona. L'attestato deve riportare tutti i dati previsti dall'Allegato I dell'ASR 2025.
Aggiornamento normativo obbligatorio
Corso di Aggiornamento Preposti — 6 ore in aula e videoconferenza sincrona
Contenuti aggiornati all'ASR 17/04/2025. Edizioni frequenti in aula e videoconferenza sincrona.
Il consiglio dell'esperto
Un suggerimento operativo: quando iscrivete un preposto all'aggiornamento, verificate che il programma didattico sia effettivamente calibrato sulla figura del preposto. Il contenuto deve trattare l'art. 19, le tecniche di vigilanza, la gestione delle emergenze sul campo. Se il programma parla genericamente di "sicurezza sul lavoro" senza distinzione di ruolo, probabilmente è un aggiornamento lavoratori spacciato per aggiornamento preposti.
3. Come calcolare la scadenza del tuo preposto: la tabella delle casistiche
Il calcolo della scadenza dell'aggiornamento preposti dipende da un unico fattore: quando il preposto ha completato l'ultimo percorso formativo (corso base o aggiornamento precedente). Ma le casistiche del periodo transitorio complicano il quadro.
Il regime transitorio dell'ASR 2025 funziona così. Chi ha completato l'ultimo corso o aggiornamento prima del 24 maggio 2023 ha tempo fino al 24 maggio 2026 per adeguarsi. Chi si è formato dal 24 maggio 2023 in poi segue la regola biennale standard: la scadenza cade due anni esatti dopo la data di completamento del corso.
Tradotto con un esempio. Un preposto che ha fatto l'aggiornamento il 15 settembre 2023 deve aggiornarsi entro il 15 settembre 2025. Un preposto che ha fatto il corso base il 10 gennaio 2022 rientra nel transitorio: scadenza 24 maggio 2026, non 10 gennaio 2024.
Attenzione a un caso che genera dubbi: il preposto che non si è mai aggiornato dopo il corso base. Se ha completato il corso base prima del 24 maggio 2023, rientra nel transitorio (scadenza 24 maggio 2026). Se l'ha completato dopo, la scadenza è a due anni dal corso base. Non esistono "proroghe automatiche" né "periodi di grazia" oltre questi termini.
Tabella scadenze aggiornamento preposti
| Situazione | Scadenza aggiornamento | Base normativa |
|---|---|---|
| Ultimo aggiornamento PRIMA del 24/05/2023 | Entro il 24 maggio 2026 | ASR 2025, regime transitorio (12 mesi) |
| Ultimo aggiornamento DAL 24/05/2023 al 23/05/2025 | 2 anni dalla data del corso | Art. 37 co. 7-ter D.Lgs 81/08 |
| Primo corso base completato dopo il 24/05/2025 | 2 anni dalla data del corso base | ASR 17/04/2025 |
| Mai aggiornato (solo corso base pre-2023) | Entro il 24 maggio 2026 | ASR 2025, regime transitorio |
| Preposto nominato dopo il 24/05/2025 | 2 anni dal completamento del corso 12h | ASR 17/04/2025 + art. 37 co. 7 |
Scenario reale
Come riportato dall'analisi di Confindustria Toscana Centro e Costa sull'ASR 2025, molte aziende associate hanno scoperto solo a metà 2025 che i propri preposti — formati tra il 2018 e il 2021 — avevano già superato la scadenza quinquennale prevista dall'Accordo 2011, e che il nuovo regime biennale imponeva un adeguamento entro il 24 maggio 2026. La corsa all'aggiornamento ha saturato i calendari formativi del secondo semestre 2025 (fonte: confindustriatoscanacentroecosta.it).
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4. Cosa succede se l'aggiornamento scade: sanzioni e rischi operativi
Un preposto con aggiornamento scaduto è, agli effetti della norma, un preposto non formato. Le conseguenze ricadono sul datore di lavoro, non sul preposto stesso.
Le sanzioni previste dall'art. 55, comma 5 del D.Lgs 81/08 sono nell'ordine di alcune migliaia di euro per ogni preposto non in regola. L'ammenda raddoppia oltre cinque preposti non aggiornati, triplica oltre dieci. Per un'azienda con quindici preposti scaduti, l'esposizione economica raggiunge rapidamente diverse decine di migliaia di euro.
Il Rapporto annuale INL 2024 conferma che il 27,1% delle 83.330 violazioni prevenzionistiche accertate riguarda la formazione e informazione dei lavoratori (fonte: Rapporto annuale INL 2024, ispettorato.gov.it). L'aggiornamento scaduto rientra a pieno titolo in questa statistica. E con l'aumento del 126% delle ispezioni in materia di sicurezza rispetto al 2023, la probabilità di un controllo è concreta.
C'è poi il rischio che molte aziende sottovalutano: l'infortunio. Se un lavoratore si infortuna in un reparto coordinato da un preposto con aggiornamento scaduto, la posizione del datore di lavoro in sede penale si aggrava in modo significativo. La giurisprudenza della Cassazione ha consolidato il principio secondo cui l'omessa formazione del preposto costituisce colpa specifica, con conseguenze che vanno oltre l'aspetto economico.
Tabella sanzioni — Aggiornamento preposti
| Violazione | Sanzione | Riferimento normativo | Rischio pratico |
|---|---|---|---|
| Mancato aggiornamento biennale preposto | Sanzione di alcune migliaia di euro (art. 55 co. 5 lett. c) | D.Lgs 81/08, art. 37 co. 7-ter + art. 55 | Controllo automatico: l'ispettore confronta data ultimo aggiornamento con cadenza biennale |
| Aggiornamento in e-learning (non ammesso) | Equiparato a mancato aggiornamento | ASR 17/04/2025 | In forte crescita dopo l'ASR 2025: gli ispettori verificano la modalità di erogazione |
| Mancata documentazione aggiornamento | Attestato contestabile, formazione da ripetere | ASR 17/04/2025, All. I | Senza fascicolo del corso completo, l'attestato perde valore probatorio |
| Superamento termine biennale senza aggiornamento | Preposto considerato non formato | D.Lgs 81/08, art. 37 co. 7-ter | Il preposto scaduto non può esercitare le funzioni di vigilanza |
5. Pianificare gli aggiornamenti senza scoperture: la strategia aziendale
La cadenza biennale richiede un cambio di mentalità organizzativa. Con la vecchia scadenza quinquennale, l'aggiornamento era un evento raro, quasi dimenticabile. Ogni due anni, diventa un processo ricorrente che va integrato nella gestione ordinaria delle risorse umane.
Primo passaggio: creare un registro scadenze dedicato. Non basta il registro formativo generico. Serve un documento — un foglio di calcolo, un gestionale, anche un semplice file condiviso — che incroci tre informazioni per ogni preposto: data ultimo aggiornamento, data scadenza biennale, ente erogatore. Aggiornato in tempo reale, non "quando c'è tempo".
Secondo passaggio: distribuire gli aggiornamenti nel biennio. Concentrare tutti i rinnovi nello stesso mese è un errore logistico che molte aziende commettono. Se hai dieci preposti, programma due-tre aggiornamenti al trimestre. Così eviti colli di bottiglia, riduci il rischio di scoperture (un preposto scaduto mentre aspetta il prossimo corso disponibile) e mantieni la continuità operativa.
Terzo passaggio: scegliere un ente formativo con calendario regolare. SILAQ propone edizioni mensili programmate del corso di aggiornamento preposti in aula e videoconferenza sincrona, proprio per consentire una pianificazione flessibile. La prossimità delle date riduce i tempi di attesa e minimizza il rischio di finestra scoperta tra scadenza e rinnovo.
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6. Domande frequenti sull'aggiornamento preposti
Ogni quanti anni va aggiornato il preposto?
Ogni 2 anni, con durata minima di 6 ore (art. 37, comma 7-ter, D.Lgs 81/08 e ASR 17/04/2025). Attenzione però: fino al 23 maggio 2025 era in vigore la cadenza quinquennale dell'Accordo 2011. Dall'entrata in vigore dell'ASR 2025, la biennale è l'unica regola applicabile.
Come si calcola la scadenza dell'aggiornamento?
La scadenza si calcola a 2 anni dalla data dell'ultimo aggiornamento completato (o del corso base, se mai aggiornato). Attenzione però: per i preposti formati prima del 24 maggio 2023, il regime transitorio fissa la scadenza al 24 maggio 2026, indipendentemente dalla data effettiva dell'ultimo corso.
L'aggiornamento preposti si può fare online?
Solo in videoconferenza sincrona, equiparata alla presenza. L'e-learning asincrono non è ammesso (ASR 17/04/2025). Attenzione però: la videoconferenza deve garantire interazione in tempo reale, tracciabilità delle presenze e verifica finale sincrona. Se manca anche solo uno di questi requisiti, il corso non è conforme.
L'aggiornamento preposti è cumulabile con quello dei lavoratori?
Non sono equivalenti. Si tratta di due percorsi con contenuti e finalità differenti.
L'aggiornamento per preposti deve includere argomenti specifici legati al ruolo, come gli obblighi previsti dall'art. 19 del D.Lgs. 81/2008, le tecniche di vigilanza e la gestione operativa della sicurezza.
L'aggiornamento per preposti è valido anche come aggiornamento per lavoratori, ma non vale il contrario: un preposto che partecipa esclusivamente all'aggiornamento lavoratori non è in regola.
Cosa succede se il preposto non si aggiorna entro la scadenza?
Il preposto risulta non formato, e il datore di lavoro è soggetto a sanzione ex art. 55, comma 5, D.Lgs 81/08. L'ammenda si moltiplica per numero di preposti non conformi. Attenzione però: in caso di infortunio, la mancata formazione/aggiornamento diventa colpa specifica con conseguenze che vanno oltre l'aspetto economico.
L'Interpello 6/2024 dice che l'aggiornamento è quinquennale: è ancora valido?
No. L'Interpello 6/2024 affermava che, in assenza di un nuovo Accordo, la cadenza quinquennale restava operativa. Attenzione però: l'ASR del 17 aprile 2025 è quel nuovo Accordo. Dal 24 maggio 2025, la cadenza biennale è pienamente cogente e l'Interpello 6/2024 è superato.
Posso aggiornare il preposto prima della scadenza biennale?
Sì, l'aggiornamento anticipato è sempre ammesso. La nuova scadenza biennale decorre dalla data del nuovo aggiornamento, non dalla vecchia scadenza. Attenzione però: conviene farlo con anticipo ragionevole (60-90 giorni prima) per evitare finestre scoperte, senza anticipare eccessivamente e "sprecare" mesi di validità.
Quanto costa l'aggiornamento preposti?
Il costo varia da €100 a €250 a persona per le 6 ore, in base alla modalità (aula o videoconferenza) e all'ente formativo. Attenzione però: il costo della formazione è sempre a carico del datore di lavoro (art. 37, comma 12, D.Lgs 81/08). Le ore di aggiornamento sono considerate orario di lavoro e non possono gravare sul dipendente.
Il prossimo passo
L'aggiornamento biennale non è un costo: è un investimento che protegge l'azienda da sanzioni, contenziosi e — soprattutto — da situazioni in cui un preposto non sa come intervenire. La frequenza ravvicinata impone organizzazione, ma garantisce preposti effettivamente preparati.
Ecco cosa conviene fare ora. Primo: estrarre la lista di tutti i preposti con data dell'ultimo aggiornamento e verificare chi rientra nel transitorio (scadenza 24 maggio 2026) e chi ha già la scadenza biennale ordinaria. Secondo: prenotare le edizioni necessarie distribuendole nel calendario, evitando concentrazioni. Terzo: aggiornare il registro formativo con le date effettive e conservare il fascicolo del corso per 10 anni.
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Disclaimer
Normativa citata aggiornata al 26/03/2026. Le disposizioni possono essere soggette a modifiche successive. Per verifiche specifiche, consultare il testo ufficiale della norma o rivolgersi a un professionista.
Ultimo aggiornamento: 26/03/2026 | Prossima revisione: giugno 2026
Redazione SILAQ — Team Formazione e Compliance
A cura del team consulenza SILAQ — specialisti D.Lgs 81/08 dal 1986