Corso PES e PAV: Rischio Elettrico, Primo Soccorso ed Esercizio in Prossimità

Data pubblicazione: 2 Luglio 2026
In sintesi (risposta rapida)

I corsi PES e PAV formano gli addetti ai lavori elettrici secondo la norma CEI 11-27, richiamata dagli articoli 82 e 83 del D.Lgs 81/08; la qualifica/idoneità è poi attribuita per iscritto dal datore di lavoro nei casi previsti. La VI edizione, in vigore dal 1° novembre 2025, conferma un aggiornamento periodico minimo di 4 ore ogni 5 anni; la formazione iniziale va definita in funzione delle attività svolte e dei livelli da trattare.

Il punto chiave

Se gestisci personale che opera su impianti elettrici, la qualificazione degli addetti ai lavori elettrici e l'idoneità ai lavori sotto tensione non possono essere trattate come meri adempimenti formali: l'art. 82 del D.Lgs 81/08 richiede che, per i lavori sotto tensione nei sistemi di categoria 0 e I, l'esecuzione sia affidata a lavoratori riconosciuti idonei dal datore di lavoro secondo la normativa tecnica pertinente, sulla base di formazione, esperienza e idoneità verificabili. Il primo passo concreto è mappare chi esegue lavori elettrici - fuori tensione, sotto tensione o in prossimità - e accertare che ciascuno abbia una preparazione coerente con la CEI 11-27:2025, oggi pienamente in vigore.

Oltre 1.100. Tanti sono gli infortuni di natura elettrica accertati dall'INAIL nel settore delle costruzioni tra il 2019 e il 2023. Un numero che sorprende, soprattutto perché l'analisi dei casi evidenzia che una parte significativa degli eventi non ha coinvolto lavoratori con qualifica elettrica, ma personale operante in attività differenti, spesso esposto al rischio in contesti di prossimità a impianti o linee elettriche in tensione.

Tale evidenza conferma che il rischio elettrico non è limitato alle mansioni specifiche degli addetti ai lavori elettrici, ma assume natura trasversale, interessando tutti i lavoratori presenti in aree con impianti elettrici attivi o potenzialmente in tensione, anche in relazione a situazioni di interferenza con linee aeree, quadri elettrici e impianti temporanei.

La qualificazione PES, PAV e PEI nasce per governare proprio questo scarto tra percezione e realtà. Questa guida raccoglie ciò che serve davvero a un datore di lavoro, a un RSPP o a un responsabile tecnico: cosa distingue le tre figure, come è strutturato il percorso formativo previsto dalla CEI 11-27, dove passa il confine tra bassa e alta tensione, e - tema spesso trascurato - come si presta primo soccorso a chi subisce una scossa. SILAQ accompagna le aziende nella formazione sul rischio elettrico da decenni, e questo approfondimento traduce quell'esperienza in indicazioni operative.

In questo approfondimento

  1. Cosa sono i corsi PES e PAV e a chi servono (le tre qualifiche spiegate senza tecnicismi)
  2. Qualifica PES, PAV e PEI secondo la CEI 11-27 (chi la rilascia e con quali criteri)
  3. 14 ore di formazione: come è strutturato il percorso (livelli, teoria e addestramento pratico)
  4. Quando si lavora in alta tensione (perché la distanza conta più del contatto)
  5. Come si presta primo soccorso a chi subisce una scossa (la sequenza che salva la vita)
  6. Aggiornamento e validità: ogni 5 anni, non a vita (cosa deve verificare il datore di lavoro)
  7. Sanzioni e responsabilità (cosa rischia chi non forma gli addetti)

Tempo di lettura: 11 minuti

Cosa sono i corsi PES e PAV e a chi servono?

I corsi PES e PAV formano e qualificano chi opera in presenza di rischio elettrico. PES sta per Persona Esperta, PAV per Persona Avvertita. Non sono titoli professionali, ma attribuzioni aziendali basate su formazione, esperienza e valutazione del datore di lavoro. La differenza sta nel grado di padronanza del rischio: il PES gestisce in autonomia determinati lavori elettrici, il PAV opera sotto la sorveglianza di un PES. Semplice a dirsi. Meno a riconoscersi sul campo, dove i ruoli a volte si confondono.

A tali figure può affiancarsi la qualifica di PEI (Persona Idonea ai lavori sotto tensione), che costituisce un'idoneità specifica per l'esecuzione di lavori sotto tensione, nei limiti e con le modalità previste dalla normativa tecnica applicabile. Tale idoneità non sostituisce le qualificazioni PES o PAV, ma si riferisce esclusivamente a una tipologia particolare di intervento elettrico.

Una stessa persona può essere qualificata PES per determinate attività e, allo stesso tempo, essere idonea come PEI per specifiche lavorazioni sotto tensione, purché siano rispettati i requisiti formativi, addestrativi e di idoneità previsti. Le qualificazioni, infatti, non sono assolute ma dipendono dal tipo di attività affidata e dalla valutazione del datore di lavoro.

Nella pratica operativa, la corretta attribuzione dei ruoli e delle responsabilità risulta fondamentale per evitare sovrapposizioni o interpretazioni non uniformi delle mansioni in contesti lavorativi complessi.

La norma di riferimento per tutte queste figure è la CEI 11-27, che individua i requisiti minimi di formazione, conoscenza ed esperienza.

A chi servono, in concreto le qualificazioni PES, PAV e l'idoneità PEI? A tutto il personale che, per ragioni lavorative, opera su impianti elettrici o in prossimità di parti attive.

Rientrano certamente gli elettricisti, i manutentori elettrici, i tecnici addetti alla gestione di cabine elettriche e gli operatori di produzione che intervengono su macchine o impianti alimentati elettricamente.

Tuttavia, l'ambito di applicazione riguarda anche figure spesso meno considerate, come il manutentore generico che esegue interventi su quadri elettrici (ad esempio sostituzione di fusibili, riarmo protezioni, verifiche funzionali), oppure il personale che opera in prossimità di parti attive senza intervenire direttamente su di esse, ma che può essere esposto al rischio elettrico in caso di accesso o interferenza.

La necessità di qualificazione non dipende dal titolo professionale, ma dalle attività effettivamente svolte e dal livello di esposizione al rischio elettrico, così come definito nella valutazione del rischio e nell'organizzazione del lavoro.

È un aspetto che, nell'esperienza consulenziale, risulta frequentemente sottovalutato: attività apparentemente "non elettriche" possono comportare esposizione significativa al rischio se svolte su o in prossimità di impianti in tensione o non adeguatamente messi in sicurezza.

Scenario reale

In un'azienda metalmeccanica con una trentina di addetti, la manutenzione dei quadri di bordo macchina era affidata a un tecnico esperto ma privo di qualifica formale. Durante una verifica documentale è emerso il vuoto: nessuna lettera di attribuzione, nessun attestato CEI 11-27. La soluzione adottata è stata semplice - percorso formativo PES, valutazione dell'esperienza pregressa, conferimento scritto della qualifica. In poche settimane la posizione era regolarizzata e, soprattutto, tracciabile.

Qualifica PES, PAV e PEI: cosa cambia secondo la CEI 11-27

Il riconoscimento formale di PES/PAV e l'attribuzione dell'idoneità ai lavori sotto tensione sono in capo al datore di lavoro, secondo la normativa tecnica pertinente e per iscritto nella prassi documentale aziendale. Lo stabilisce la logica combinata dell'art. 82 del D.Lgs 81/08 e della norma tecnica CEI 11-27.

Non è l'ente di formazione ad "attribuire" la qualifica: il percorso formativo fornisce le conoscenze e le competenze necessarie, mentre la valutazione e la formalizzazione dell'attribuzione restano responsabilità del datore di lavoro e devono essere esplicitate per iscritto.

Su quali basi si decide? La norma indica tre pilastri: le conoscenze tecniche, le caratteristiche personali e l'esperienza maturata. Un lavoratore diventa PES quando dimostra di saper gestire in piena autonomia i lavori elettrici che gli vengono affidati. Diventa PAV quando possiede consapevolezza del rischio ma necessita di supervisione. E qui arriva un dettaglio che molti trascurano: l'attribuzione non è a vita. Il datore di lavoro deve riesaminare e aggiornare l'attribuzione quando cambiano attività, procedure, impianti o condizioni operative e quando vengano meno i requisiti sostanziali richiesti.

L'incarico per lavori elettrici con qualificazione PES, PAV o PEI non prevede una scadenza automatica. Tuttavia, la normativa tecnica CEI 11-27 raccomanda al datore di lavoro di riesaminare e confermare annualmente l'idoneità psicofisica, il curriculum e le competenze sul campo per mantenere l'incarico attivo.

La VI edizione della norma, pubblicata nel 2025 e in vigore dal 1° novembre dello stesso anno, recepisce la CEI EN 50110-1:2024 e sostituisce l'edizione del 2021. C'è stato un periodo transitorio, chiuso il 29 maggio 2026: da quella data si applica unicamente la nuova versione. Tradotto in pratica: chi ha formato il personale sulla vecchia edizione deve verificare l'allineamento. La formalizzazione della qualifica avviene tramite una lettera di conferimento, che indica anche le tipologie di attività consentite. Un documento, non una formalità.

Percorso formativo conforme alla CEI 11-27:2025

Corso PES/PAV per Addetti ai Lavori Elettrici

Formazione teorica e addestramento pratico allineati alla VI edizione della norma. Docenti qualificati, attestato valido a livello nazionale, edizioni in aula e in videoconferenza sincrona.

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14 ore di formazione: come è strutturato il percorso PES PAV

La CEI 11-27 struttura la formazione per livelli e contenuti; nella prassi applicativa la durata minima teorica comunemente adottata per i percorsi completi è di 14 ore, ma il percorso va costruito in funzione delle attività effettivamente svolte. Molti percorsi completi arrivano a 16 ore per coprire anche le situazioni più complesse, e nella pratica formativa di qualità l'addestramento operativo si aggiunge alle ore d'aula. La norma 2025 è esplicita su questo: la teoria si eroga in modalità frontale o in videoconferenza sincrona, mentre la parte pratica richiede simulazioni, affiancamento ed esercitazioni reali. Con la nuova versione della CEI 11-27:2025 viene vietata la modalità e-learning asincrona.

Come si articola il monte-ore? Il programma ruota attorno a quattro livelli, che la norma identifica con sigle precise:

  • Livello 1A: conoscenze teoriche di base sul rischio elettrico, normativa e procedure per lavori fuori tensione e in prossimità
  • Livello 1B: abilità pratiche per i lavori elettrici di base, comprensione del piano di lavoro e del piano di intervento
  • Livello 2A: conoscenze teoriche per i lavori sotto tensione, componenti, attrezzature e dispositivi di protezione
  • Livello 2B: competenze pratiche per l'esecuzione dei lavori sotto tensione in sicurezza

Una nota operativa, da chi la formazione la eroga ogni settimana: la combinazione dei livelli dipende dall'attività effettivamente svolta dal lavoratore e dalla valutazione del rischio aziendale. Chi lavora solo fuori tensione non ha bisogno dei moduli 2A e 2B. Forzare tutti dentro lo stesso pacchetto è uno spreco - e a volte genera attestati che non corrispondono alle mansioni reali. Meglio costruire il percorso sull'esposizione effettiva al rischio.

Strumento operativo per il datore di lavoro

La matrice che associa mansione, livello CEI 11-27 e qualifica da attribuire

Richiedi la tabella di qualificazione PES/PAV →

Quando si lavora in alta tensione - e perché la distanza conta più del contatto

Si parla di alta tensione oltre i 30.000 volt; la bassa tensione arriva fino a 1.000 V in corrente alternata e 1.500 V in corrente continua. In mezzo sta la media tensione. La classificazione tecnica distingue bassissima, bassa, media e alta tensione; ai fini operativi, per i lavori in prossimità rilevano anche le distanze di sicurezza dell'Allegato IX del D.Lgs 81/08.

Perché la distanza pesa più del contatto? In media e alta tensione l'elettrocuzione può avvenire senza nemmeno toccare nulla. Basta avvicinarsi troppo: l'arco elettrico scocca attraverso l'aria. Lo documenta l'INAIL evidenzia che negli infortuni con linee aeree il rischio può derivare anche dall'innesco di arco elettrico e dal mancato rispetto delle distanze di sicurezza. Non serve il contatto diretto. Serve solo entrare nello spazio sbagliato.

È per questo che il rischio elettrico più letale non colpisce gli specialisti, ma chi lavora accanto alle linee senza pensarci. Gru, autopompe per il calcestruzzo, piattaforme elevabili: strutture metalliche che, sfiorando un conduttore aereo, diventano esse stesse un percorso per la corrente. Un factsheet INAIL del 2026 dedicato proprio agli infortuni con le linee aeree, basato sul sistema di sorveglianza INFOR.MO. per il periodo 2002-2022, riporta 169 eventi, di cui 142 mortali e 27 con esiti gravi, nel periodo 2002-2022. Un elemento ricorrente è la sottovalutazione o mancata percezione del pericolo elettrico.

Scenario reale

Cantiere edile, fase di getto. L'autobetonpompa solleva il braccio per raggiungere la cassaforma; in alto, una linea elettrica aerea di media tensione che nessuno aveva segnalato nel piano. Il braccio entra nella zona di pericolo, l'arco scocca, l'operatore a terra che regge la tubazione metallica viene attraversato dalla corrente. Dinamiche come questa - ricostruite nei verbali INFOR.MO. - nascono quasi sempre dallo stesso vuoto: la mancata valutazione della prossimità alle linee e l'assenza di addetti formati a riconoscere la distanza minima di sicurezza.

Come si presta primo soccorso a chi subisce una scossa elettrica?

La prima azione è interrompere il flusso di corrente, mai toccare l'infortunato a mani nude. Lo ribadisce la pubblicazione INAIL sul primo soccorso nei luoghi di lavoro. Sembra ovvio. Non lo è, nel momento in cui si reagisce d'istinto e si rischia di diventare la seconda vittima. La sequenza corretta è precisa e va conosciuta prima, non improvvisata dopo.

Ecco i passaggi che fanno la differenza:

  • Metti in sicurezza la scena - togli tensione dall'interruttore generale o stacca la spina; se non è possibile, allontana la persona dalla fonte usando materiale isolante e asciutto, stando tu stesso su una superficie isolante
  • Allerta i soccorsi - chiama il 112 e attiva l'addetto al primo soccorso aziendale
  • Valuta coscienza e respiro - se la persona non risponde e non respira normalmente, avvia subito la rianimazione cardiopolmonare
  • Usa il DAE se disponibile - il defibrillatore precoce è determinante in caso di arresto cardiaco da elettrocuzione
  • Posizione laterale di sicurezza - se la persona è incosciente ma respira, mettila in posizione di sicurezza in attesa dei soccorsi

Un dettaglio che l'INAIL sottolinea e che merita attenzione: anche quando l'infortunato sembra illeso, va sempre portato in pronto soccorso per uno screening cardiologico. La corrente può aver lasciato danni interni invisibili, soprattutto alterazioni del ritmo cardiaco che si manifestano a distanza di ore. L'apparente normalità inganna. Per questo la formazione sul rischio elettrico e quella sul primo soccorso aziendale andrebbero pensate insieme, non come compartimenti separati.

Attenzione

Molti credono che basti spegnere l'interruttore vicino. In realtà, se non si è certi di aver tolto tensione, intervenire con un ombrello, un oggetto metallico o con le mani bagnate è un errore potenzialmente fatale: si diventa il secondo infortunato. La regola è semplice - prima la propria sicurezza, poi quella della vittima. Senza eccezioni.

Aggiornamento normativo obbligatorio

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Aggiornamento e validità delle qualifiche: ogni 5 anni, non a vita

La CEI 11-27:2025 conferma un aggiornamento periodico minimo di 4 ore ogni 5 anni. Il datore di lavoro deve inoltre riesaminare l'attribuzione in relazione alle attività svolte, alle procedure adottate e alle eventuali modifiche organizzative o impiantistiche. È un punto su cui le aziende inciampano più di quanto si pensi: l'attestato c'è, ma è vecchio di sei anni e di fatto non copre più nulla. La decorrenza, attenzione, si calcola dall'ultima formazione, non dalla data di assunzione.

Ma l'aggiornamento periodico non è l'unico obbligo di mantenimento. La norma chiede al datore di lavoro un riesame della qualifica ogni volta che le condizioni cambiano - nuove procedure, nuovi impianti, modifiche organizzative. In particolare, la CEI 11-27 suggerisce un riesame con cadenza annuale: l'attribuzione si mantiene con la pratica e con l'addestramento, non con un pezzo di carta. Su questo la norma è meno rigida di quanto sembri, ma la sostanza è chiara: la competenza va tenuta viva.

Il consiglio dell'esperto

Sul campo si osserva un approccio che funziona: tenere un registro unico delle qualifiche elettriche, con data di conferimento, scadenza dell'aggiornamento e tipologia di lavori autorizzati per ciascun addetto. Un foglio che il responsabile controlla con cadenza fissa. Costa poco, evita di scoprire la scadenza durante un'ispezione e rende la posizione aziendale immediatamente dimostrabile. La tracciabilità, qui, vale quanto la formazione stessa.

Sanzioni e responsabilità: cosa rischia chi non forma gli addetti

Affidare lavori elettrici a personale non qualificato espone il datore di lavoro a conseguenze sanzionatorie e penali. Il quadro nasce dal Titolo III del D.Lgs 81/08, in particolare dagli articoli 80, 82 e 83, che rinviano alle norme tecniche - la CEI 11-27 su tutte - per la scelta delle misure di sicurezza elettrica. Quando un infortunio accade, la prima cosa che l'organo di vigilanza verifica è proprio la qualificazione degli addetti e la tracciabilità della formazione.

Le violazioni più frequenti, con il relativo riferimento normativo, si possono sintetizzare così:

Violazione Sanzione Riferimento Rischio pratico
Lavori elettrici affidati a personale privo di qualifica Ammenda nell'ordine delle migliaia di euro; possibili risvolti penali Art. 82 D.Lgs 81/08; norme tecniche pertinenti quale criterio operativo È la prima voce che l'ispettore verifica dopo un infortunio elettrico
Lavori in prossimità di linee aeree senza misure di sicurezza Sanzioni con conseguenze che vanno oltre l'aspetto economico Art. 83 D.Lgs 81/08 Contestata in quasi tutti gli infortuni con linee aeree
Formazione e qualificazione non adeguatamente documentate o non coerenti con le attività svolte Sanzioni amministrative; qualifica considerata non valida Titolo III D.Lgs 81/08 e obblighi generali di formazione/documentazione applicabili Attestato scaduto equivale ad assenza di formazione
Mancata attribuzione formale della qualifica Posizione non conforme ai requisiti normativi Art. 82 D.Lgs 81/08 Senza lettera scritta, la qualifica non è dimostrabile

Nota: gli importi non sono indicati in valore puntuale perché variano in base agli aggiornamenti periodici e alla gravità della violazione. L'aspetto rilevante non è la cifra, ma il fatto che la responsabilità ricade in primo luogo sul datore di lavoro e sui dirigenti.

STRUMENTO PER PROFESSIONISTI DELLA SICUREZZA

Quasi tutte le vittime degli infortuni con linee aeree erano inconsapevoli del rischio (factsheet INAIL 2026). La checklist operativa per la qualificazione PES/PAV raccoglie i criteri di attribuzione, la matrice mansione-livello e le scadenze di aggiornamento in un unico riferimento, allineato alla CEI 11-27:2025.

Ottieni la checklist di qualificazione PES/PAV →

Domande frequenti sui corsi PES e PAV

Qual è la differenza tra PES, PAV e PEI?

Il PES (Persona Esperta) gestisce in autonomia i lavori elettrici; il PAV (Persona Avvertita) opera sotto la sorveglianza di un PES; il PEI è chi, in aggiunta, è idoneo a eseguire lavori sotto tensione. Attenzione però: il PEI non sostituisce le altre due qualifiche, si somma a esse, nei casi e limiti previsti dalla norma e dalle procedure aziendali

Chi rilascia la qualifica PES, PAV, PEI?

La attribuisce il datore di lavoro, per iscritto, sulla base di conoscenze, esperienza e caratteristiche personali (art. 82 D.Lgs 81/08 e CEI 11-27). Attenzione però: il corso fornisce la formazione e le competenze necessarie, ma non attribuisce automaticamente la qualifica. Senza lettera di conferimento, la qualifica non è dimostrabile in caso di controllo.

Quanto durano i corsi?

La CEI 11-27 struttura la formazione per livelli e contenuti; nei percorsi completi la durata teorica minima comunemente adottata è di 14 ore, cui si aggiunge l'addestramento operativo quando necessario, spesso portata a 16 ore nei percorsi completi, a cui si aggiunge l'addestramento operativo. Attenzione però: la durata effettiva dipende dai livelli necessari all'attività dell'addetto - chi opera solo fuori tensione non richiede i moduli sui lavori in tensione.

Ogni quanto va aggiornata la formazione?

La validità è di 5 anni, con un aggiornamento di almeno 4 ore secondo la CEI 11-27:2025. Attenzione però: la decorrenza parte dall'ultima formazione effettuata, non dalla nomina, e il datore di lavoro deve riesaminare la qualifica anche quando cambiano impianti o procedure.

La CEI 11-27 è obbligatoria per legge?

La CEI 11-27 è una norma tecnica, ma gli articoli 80, 82 e 83 del D.Lgs 81/08 la richiamano come riferimento per le misure di sicurezza elettrica, facendone il principale riferimento tecnico per dimostrare l'adozione di procedure e misure conformi alla regola dell'arte nei lavori elettrici e in prossimità di parti attive. Attenzione però: applicarla non è solo questione di conformità formale - è il criterio con cui si dimostra di aver adottato la regola dell'arte in caso di infortunio.

Cosa fare per primo in caso di folgorazione sul lavoro?

Interrompere il flusso di corrente prima di qualsiasi altra cosa, senza toccare la persona a mani nude (indicazione INAIL). Poi allertare i soccorsi, valutare coscienza e respiro e, se necessario, avviare la rianimazione. Attenzione però: anche se l'infortunato sembra illeso, va sempre portato in pronto soccorso per uno screening cardiologico, perché i danni interni possono manifestarsi a distanza di ore.

Serve la qualifica PEI per eseguire lavori sotto tensione?

L'idoneità ai lavori sotto tensione (PEI), prevista dalla normativa tecnica CEI 11-27, riguarda principalmente interventi in bassa tensione, fino a 1.000 V in corrente alternata e 1.500 V in corrente continua, nei casi e secondo le condizioni previste dalle norme tecniche e dalle procedure aziendali.

Attenzione però: i lavori sotto tensione in media e alta tensione sono disciplinati da un regime normativo e organizzativo più restrittivo, previsto dall'art. 82 del D.Lgs. 81/08, che richiede aziende specificamente autorizzate, procedure dedicate e personale con abilitazioni particolari, secondo quanto previsto dallo stato dell'arte e dalle norme tecniche applicabili.

Il corso PES PAV si può fare online?

La parte teorica può essere erogata in videoconferenza sincrona secondo la CEI 11-27:2025. Attenzione però: la norma richiede anche un addestramento operativo con simulazioni ed esercitazioni pratiche, che non si esaurisce nella sola formazione a distanza.

Con la nuova versione della CEI 11-27:2025 viene vietata la modalità e-learning asincrona.

Lo stesso principio vale anche per il percorso PEI (Persona Idonea ai lavori sotto tensione), che prevede ulteriori contenuti specifici e una componente pratica ancora più rilevante, in funzione delle attività sotto tensione.

Cosa rischia il datore di lavoro se non forma gli addetti?

Affidare lavori elettrici a personale non qualificato comporta sanzioni amministrative e possibili conseguenze penali (Titolo III D.Lgs 81/08). Attenzione però: il rischio maggiore non è la sanzione in sé, ma la responsabilità in caso di infortunio, che ricade in primo luogo sul datore di lavoro e sui dirigenti.

Il prossimo passo

Il messaggio di fondo è uno solo: la sicurezza elettrica non si improvvisa, e non riguarda soltanto chi indossa la tuta da elettricista. Riguarda chiunque condivida lo spazio con un impianto in tensione - dal manutentore al gruista, dall'addetto di cabina all'operaio in cantiere. La qualificazione PES, PAV e PEI è lo strumento con cui un'azienda trasforma questa consapevolezza in procedure verificabili.

Ecco cosa conviene fare adesso, in ordine. Primo: mappare chi, in azienda, esegue o si avvicina a lavori elettrici. Secondo: verificare che ciascuno abbia una qualifica coerente con la CEI 11-27:2025 e un aggiornamento non scaduto. Terzo: formalizzare per iscritto le attribuzioni e tenerne traccia. Quarto, spesso dimenticato: assicurarsi che chi opera sul rischio elettrico sappia anche prestare primo soccorso a un collega folgorato. Sono passaggi concreti, e ciascuno riduce un margine di rischio reale.

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A cura del team consulenza SILAQ - specialisti D.Lgs 81/08. SILAQ Service Srl, Via Giuseppe Di Vittorio 23, 20068 Peschiera Borromeo (MI).

Disclaimer: il presente contenuto ha finalità informative e non sostituisce la consulenza tecnica personalizzata. Normativa aggiornata a giugno 2026.

Ultimo aggiornamento: 29/06/2026 · Prossima revisione: entro ottobre 2026 · Redazione SILAQ - Team Formazione e Compliance