Aggiornamento Primo Soccorso - Frequenza e Normativa

Data pubblicazione: 7 Maggio 2026

L'aggiornamento per gli addetti al primo soccorso aziendale è obbligatorio ogni 3 anni, ai sensi dell'art. 3 del D.M. 388/2003 richiamato dall'art. 45 del D.Lgs 81/08. La durata minima è di 6 ore per le aziende del Gruppo A e di 4 ore per quelle dei Gruppi B e C. Il corso deve svolgersi interamente in presenza: la formazione in modalità e-learning non è valida per il primo soccorso.

IL PUNTO CHIAVE

Se gestisci la formazione in azienda, devi sapere che l'art. 3 del D.M. 388/2003 impone un aggiornamento triennale per tutti gli addetti al primo soccorso: 6 ore per il Gruppo A, 4 ore per i Gruppi B e C. L'ASR del 17 aprile 2025 non ha modificato questa disciplina - il riferimento normativo rimane il D.M. 388/2003. Un attestato scaduto espone il datore di lavoro a sanzioni previste dall'art. 55 del D.Lgs 81/08, con possibili profili di responsabilità che vanno oltre l'aspetto economico.

597.710. Sono le denunce di infortunio sul lavoro registrate in Italia nel 2025, secondo i dati INAIL aggiornati al 31 dicembre 2025. Un numero che rende concreta, ogni anno, l'importanza di avere in azienda addetti al primo soccorso preparati - non solo formati a suo tempo e poi dimenticati nel registro.

Eppure, nella gestione quotidiana degli adempimenti formativi, l'aggiornamento del primo soccorso è spesso trattato come un automatismo: si calendarizza il corso, si raccolgono gli attestati, si aggiorna il registro. Raro che ci si fermi a verificare se la durata è coerente con il gruppo aziendale, se i contenuti rispettano davvero quanto previsto dal D.M. 388/2003, o se l'azienda ha cambiato profilo di rischio senza aggiornare la classificazione.

C'è poi una questione che crea confusione ancora oggi: l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 ha cambiato qualcosa sul primo soccorso? La risposta diretta è no - e chiarire questo punto è uno degli obiettivi di questo articolo.

Chi opera in questo ambito sa che le verifiche ispettive sul primo soccorso sono sistematiche: l'attestato, la coerenza delle ore con il gruppo aziendale, la validità alla data del controllo. Questo approfondimento risponde in modo diretto a tutte queste domande, con riferimento alla normativa in vigore nel 2026.

Sommario

  1. Perché l'aggiornamento è obbligatorio: il quadro normativo
  2. Gruppo A, B o C: come classificare l'azienda (e perché conta)
  3. Ogni 3 anni, non uno di più: la scadenza del rinnovo
  4. 6 ore o 4 ore: i contenuti del corso di aggiornamento
  5. Il corso non si fa online: perché l'e-learning non è valido
  6. Attestato scaduto: cosa rischia l'azienda durante un'ispezione
  7. Aggiornamenti 2025-2026: cosa sta (e cosa non sta) cambiando
  8. Domande frequenti sul corso preposti

⏱ Tempo di lettura: 13 minuti

1. Perché l'aggiornamento è obbligatorio: il quadro normativo dal D.M. 388/2003

L'obbligo del primo soccorso aziendale nasce dall'art. 45 del D.Lgs 81/08, che impone al datore di lavoro di adottare i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, designando preventivamente i lavoratori incaricati. Non è una scelta organizzativa. È un vincolo normativo che vale per tutte le aziende con lavoratori, indipendentemente dal settore e dalla dimensione.

La norma di primo livello crea l'obbligo. È il D.M. 15 luglio 2003 n. 388 - norma attuativa - a stabilire nel dettaglio come deve essere organizzata la formazione. Il D.M. 388/2003 è stato emanato in attuazione dell'art. 15, comma 3, del D.Lgs 626/1994, ma rimane pienamente vigente sotto il D.Lgs 81/08.

L'art. 3 del D.M. 388/2003 è il riferimento specifico per l'aggiornamento. Il comma 5 è esplicito: la formazione andrà ripetuta con cadenza triennale, almeno per quanto attiene alla capacità di intervento pratico. Nessuna eccezione per dimensione aziendale. Nessuna derogabilità per accordo collettivo.

Tradotto in pratica, questo significa che il ciclo formativo del primo soccorso non termina con il corso base. Il datore di lavoro deve pianificare il rinnovo triennale per ciascun addetto designato, aggiornare il registro e verificare che l'attestato sia in corso di validità al momento di qualsiasi verifica ispettiva.

Scenario reale

La prassi ispettiva INL (dati Rapporto Annuale INL 2024) evidenzia che la verifica della formazione degli addetti all'emergenza - primo soccorso e antincendio - è tra le prime attività di accertamento durante le ispezioni nel settore manifatturiero e delle costruzioni. In un numero rilevante di casi, l'irregolarità rilevata non è l'assenza totale di formazione, ma la scadenza dell'aggiornamento: l'addetto è stato formato anni prima, ma il rinnovo triennale non è mai stato pianificato.

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2. Gruppo A, B o C: come classificare l'azienda (e perché conta)

Non tutte le aziende sono uguali - e il D.M. 388/2003 lo sa. La classificazione in Gruppo A, B o C non è una formalità burocratica: determina la durata del corso base, le ore di aggiornamento triennale e la dotazione minima di presidi sanitari obbligatori.

Rientrano nel Gruppo A:

  • Aziende con attività industriali soggette all'obbligo di dichiarazione o notifica ai sensi del D.Lgs 105/2015 (rischio di incidente rilevante).
  • Aziende o unità produttive con cinque o più lavoratori riconducibili a gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a 4.
  • Aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori in settori ad alta incidentalità (industria estrattiva, fabbricazione di esplosivi, centrali termoelettriche, impianti nucleari).
  • Aziende agricole con oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato.

Rientrano nei Gruppi B e C:

  • Gruppo B: aziende o unità produttive con tre o più lavoratori non classificate nel Gruppo A.
  • Gruppo C: aziende o unità produttive con meno di tre lavoratori non classificate nel Gruppo A.

L'indice infortunistico INAIL (per voce tariffaria) è il criterio meno intuitivo ma spesso determinante. Un'azienda manifatturiera con pochi addetti può comunque finire nel Gruppo A se la sua voce ATECO presenta un indice superiore a 4. Il dato va richiesto direttamente all'INAIL o verificato con il consulente del lavoro - e deve essere riportato nel DVR come base della classificazione.

Un consiglio professionale: riesaminare la classificazione aziendale ogni volta che cambia il ciclo produttivo, si aprono nuove unità produttive o si modificano le voci tariffarie INAIL. Un'azienda che cresce, cambia settore o modifica le mansioni può cambiare gruppo - e di conseguenza cambiare gli obblighi formativi degli addetti al primo soccorso.

Scenario reale

L'esperienza di consulenza nel settore logistico conferma che il cambio di classificazione da Gruppo B a Gruppo A è uno degli errori più frequenti nelle aziende in crescita. Un operatore logistico supera la soglia critica dell'indice INAIL di settore dopo una fase di espansione. Gli attestati degli addetti al primo soccorso, formati con il programma da 12 ore del Gruppo B, non sono più coerenti con il nuovo obbligo da 16 ore. Sul campo si osserva che questa incongruenza emerge regolarmente durante le ispezioni INL, che verificano la coerenza tra la classificazione nel DVR e gli attestati degli addetti.

3. Ogni 3 anni, non uno di più: la scadenza del rinnovo

Triennale. Vale per il Gruppo A, vale per i Gruppi B e C. Non esistono aziende esentate dalla frequenza triennale dell'aggiornamento, né settori in cui la cadenza possa essere estesa per accordo o consuetudine. L'art. 3 del D.M. 388/2003 non lascia margini interpretativi su questo punto.

Come si calcola il triennio? La decorrenza parte dalla data di conseguimento dell'ultimo attestato valido - sia esso il corso base iniziale sia l'aggiornamento precedente. Non è la data di nomina ad addetto, non è la data di assunzione: è la data dell'ultimo corso frequentato con esito positivo. Un addetto formato nel marzo 2023 deve completare il rinnovo entro il marzo 2026.

C'è poi un caso che crea frequente confusione: il lavoratore che ha seguito il corso base come addetto di Gruppo B e viene poi trasferito in un'unità produttiva di Gruppo A. L'attestato è valido? Tecnicamente no - i contenuti formativi e le ore non corrispondono al gruppo di rischio della nuova unità. La normativa (D.M. 388/2003) non prevede esplicitamente un diritto automatico all'integrazione tra percorsi formativi dei diversi gruppi. Il decreto definisce distintamente i percorsi formativi per il Gruppo A (16 ore) e per i Gruppi B e C (12 ore), senza disciplinare meccanismi di riconoscimento parziale delle ore. Nella prassi formativa, alcuni enti di formazione possono proporre moduli integrativi finalizzati ad adeguare la preparazione dei lavoratori al passaggio dal Gruppo B/C al Gruppo A. Tuttavia, ai fini della piena conformità, è necessario garantire che i contenuti e la durata complessiva siano coerenti con il programma previsto per il Gruppo A.

La norma non fissa un termine specifico entro cui completare l'aggiornamento dopo la scadenza. È buona prassi procedere prima della scadenza, pianificando il corso con almeno 30-60 giorni di anticipo rispetto all'attestato in scadenza, per evitare periodi di scoperta.

Attenzione

Molte aziende gestiscono la scadenza degli attestati in modo reattivo: si ricordano dell'aggiornamento quando arriva l'ispezione o quando l'addetto stesso segnala che l'attestato è scaduto. In realtà, il momento in cui l'ispettore verifica il registro è già troppo tardi per mettersi in regola. Il sistema di monitoraggio degli attestati deve essere preventivo, non correttivo: data di scadenza visibile nel piano formativo annuale, con reminder almeno 60 giorni prima.

4. 6 ore o 4 ore: i contenuti del corso di aggiornamento

Sei ore per il Gruppo A, quattro per i Gruppi B e C. Le differenze non sono solo quantitative: il programma rispecchia il profilo di rischio e la complessità degli scenari che l'addetto potrebbe dover gestire.

L'allegato 3 del D.M. 388/2003 indica le modalità di svolgimento dei corsi e i contenuti minimi. Per l'aggiornamento, il decreto prevede un approccio prevalentemente pratico: l'obiettivo non è trasmettere nozioni teoriche, ma mantenere operative le competenze già acquisite. Il programma si concentra su:

  • Tecniche di comunicazione con il sistema di emergenza del S.S.N.
  • Tecniche di primo soccorso nelle sindromi cerebrali acute.
  • Tecniche di primo soccorso nella syndrome di insufficienza respiratoria acuta.
  • Tecniche dì rianimazione cardiopolmonare.
  • Tecniche di tamponamento emorragico.
  • Tecniche di sollevamento, spostamento e trasporto del traumatizzato.
  • Tecniche di primo soccorso in casi di esposizione accidentale ad agenti chimici e biologici.

Per le aziende del Gruppo A, il programma è più articolato e include scenari complessi correlati ai rischi specifici dell'attività. Per i Gruppi B e C, la priorità è mantenere padronanza delle manovre salvavita di base e delle procedure di allertamento.

Un aspetto spesso sottovalutato: la normativa richiede che il personale docente dei corsi di primo soccorso abbia qualifica sanitaria specifica. Non è sufficiente un formatore generico della sicurezza: il corso deve essere condotto da personale medico; possono essere chiamati a collaborare personale infermieristico ed altri soggetti specializzati (ad esempio istruttori BLS). Un corso erogato da un docente non qualificato non è valido, indipendentemente dalla durata e dalla presenza fisica dei partecipanti.

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5. Il corso non si fa online: perché l'e-learning non è valido

Sul mercato della formazione esistono decine di provider che propongono corsi di aggiornamento primo soccorso in modalità e-learning asincrona, spesso a prezzi molto contenuti. Il problema è uno solo: non sono validi.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con risposta all'interpello n. 2 del 15 novembre 2012, ha confermato la natura teorico-pratica obbligatoria dei corsi di cui al D.M. 388/2003. La formazione deve essere svolta interamente in presenza: non è ammessa la formazione a distanza asincrona, neanche parzialmente.

La formazione può prevedere momenti teorici anche erogati con strumenti di formazione a distanza sincrona, purché sia garantita la presenza fisica per le attività pratiche e di addestramento previste dal programma formativo.

La logica normativa è chiara: le manovre di rianimazione cardiopolmonare, la gestione di un trauma, l'utilizzo del defibrillatore non si imparano guardando un video. Richiedono esercitazione pratica su manichino, feedback in tempo reale da parte del docente sanitario, simulazioni di scenario. Un corso che elimina questa componente non garantisce le competenze operative che la norma vuole assicurare.

Tradotto in pratica, questo significa che un attestato ottenuto attraverso un corso online - anche da un ente accreditato per altri percorsi formativi - non ha valore ai fini del D.M. 388/2003 per il primo soccorso. Un'azienda che fa frequentare corsi e-learning ai propri addetti è, normativamente, come se non avesse fatto formare nessuno.

Sul campo si riscontra spesso che questo errore emerge proprio durante le ispezioni: il datore di lavoro mostra gli attestati, l'ispettore verifica la modalità di erogazione, e il corso online risulta non conforme. Il rischio non è solo la sanzione immediata: è la posizione del datore di lavoro in caso di infortunio successivo, che risulta aggravata dall'assenza di formazione conforme.

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6. Attestato scaduto: cosa rischia l'azienda durante un'ispezione

Un attestato scaduto non è un attestato "in ritardo". È un'assenza di formazione valida, con tutte le conseguenze che ne derivano.

L'art. 45 del D.Lgs 81/08 è la norma che impone al datore di lavoro di garantire il primo soccorso. La sua violazione - che include la mancata formazione o il mancato aggiornamento degli addetti designati - è sanzionata dall'art. 55 del D.Lgs 81/08. Le sanzioni previste per queste violazioni rientrano in un quadro che combina componenti pecuniarie nell'ordine delle migliaia di euro con possibili profili di responsabilità che vanno oltre l'aspetto economico.

In caso di infortunio occorso in azienda, la posizione del datore di lavoro è valutata anche in relazione alla presenza e alla validità della formazione degli addetti all'emergenza. Un infortunio grave, con addetti al primo soccorso il cui attestato era scaduto al momento dell'evento, espone il datore di lavoro a conseguenze ben più significative sul piano della responsabilità.

Tabella sanzioni - mancato adempimento obblighi primo soccorso

Violazione Base normativa Riferimento sanzionatorio Rischio pratico
Mancata designazione addetti primo soccorso Art. 45 D.Lgs 81/08 Art. 55 c.5 lett. c Prima verifica in ogni ispezione
Mancato aggiornamento triennale addetti Art. 3 c.3 DM 388/2003 + art. 45 D.Lgs 81/08 Art. 55 c.5 lett. c Verificato tramite data attestato
Formazione non conforme (e-learning non valido) Art. 3 DM 388/2003 Art. 55 c.5 lett. c Equiparato ad assenza di formazione
Dotazione presidi non conforme DM 388/2003 All. 1-2 Art. 55 c.5 lett. c Controllata insieme agli attestati

Nota: gli importi sanzionatori sono soggetti ad aggiornamento ISTAT. Per i valori aggiornati, fare riferimento all'art. 55 D.Lgs 81/08.

Il consiglio dell'esperto

Un accorgimento operativo che sul campo fa la differenza: inserire nel DVR - o in un'apposita procedura di emergenza - una sezione dedicata alla gestione delle scadenze formative degli addetti all'emergenza, con nomi, date degli attestati e data pianificata del rinnovo. Documenta la proattività del datore di lavoro nella gestione della compliance - un elemento che rileva sia durante le ispezioni ordinarie sia in caso di accertamenti successivi a un evento.

7. Aggiornamenti 2025-2026: cosa sta (e cosa non sta) cambiando

Il 2025 ha portato una riforma significativa nel sistema della formazione sulla sicurezza: l'Accordo Stato-Regioni n. 59/CSR del 17 aprile 2025, entrato in vigore il 19 maggio 2025, ha ridisegnato la struttura dei percorsi formativi per lavoratori, preposti, dirigenti e datori di lavoro. Un'ampia revisione - ma con un perimetro definito.

Il primo soccorso non rientra in quel perimetro. La norma che esclude gli addetti al primo soccorso dall'ambito dell'ASR 2025 è esplicita. La formazione per gli addetti al primo soccorso rimane disciplinata interamente dal D.M. 388/2003 e richiamata dall'art. 45 del D.Lgs 81/08: frequenza triennale, durata per gruppo, obbligo di presenza, docenza sanitaria.

Questo è un punto che crea confusione - comprensibilmente, data la portata della riforma 2025. La risposta è però chiara: chi gestisce il calendario formativo degli addetti al primo soccorso non deve rivedere le regole del gioco. Durata, frequenza e modalità rimangono quelle del 2003.

C'è però un ambito dove il quadro normativo si è evoluto: la formazione al defibrillatore. La Legge 4 agosto 2021 n. 116 ha esteso significativamente l'obbligo di presenza dei DAE in luoghi pubblici, strutture sportive e altri contesti, creando una nuova domanda di formazione BLSD (Basic Life Support and Defibrillation). Molte aziende scelgono di integrare il percorso di aggiornamento primo soccorso con la formazione sull'utilizzo del DAE, anche quando non obbligatorio per il loro profilo di rischio. Sul piano della preparazione concreta degli addetti, è una scelta che l'esperienza di settore conferma come efficace.

8. Domande frequenti sul corso preposti

Con quale frequenza va rinnovato l'aggiornamento primo soccorso?

L'aggiornamento va effettuato con cadenza triennale per tutti i gruppi aziendali (art. 3 D.M. 388/2003). Non esistono deroghe. Il triennio decorre dalla data di rilascio dell'ultimo attestato valido. Attenzione però: se la classificazione aziendale cambia, la formazione già acquisita potrebbe non essere sufficiente e potrebbe essere necessaria una nuova formazione e/o integrazione.

Quante ore dura il corso di aggiornamento primo soccorso?

La durata minima è di 6 ore per le aziende del Gruppo A e di 4 ore per quelle dei Gruppi B e C, stabilita dal D.M. 388/2003. Il corso è prevalentemente pratico e deve essere svolto in presenza. Attenzione però: un corso che rispetti le ore ma non i contenuti o la qualifica del docente potrebbe non superare una verifica ispettiva.

Il corso di aggiornamento primo soccorso si può fare online?

No. Il Ministero del Lavoro, con l'Interpello n. 2/2012 del 15 novembre 2012, ha confermato che la formazione prevista dal D.M. 388/2003 deve essere svolta interamente in presenza. I corsi e-learning non sono validi per il primo soccorso. Attenzione però: questa regola vale indipendentemente dall'ASR 2025, che non ha modificato questa disciplina.

Cosa succede se l'attestato del primo soccorso scade?

L'addetto non è più considerato formato ai sensi del D.M. 388/2003 e il datore di lavoro è soggetto alle sanzioni previste dall'art. 55 del D.Lgs 81/08. In caso di infortunio, la posizione del datore di lavoro risulta aggravata. Attenzione però: è sufficiente frequentare il corso di aggiornamento per ripristinare la validità.

Chi può svolgere il corso di primo soccorso aziendale?

Il D.M. 388/2003 prevede che il personale docente sia personale medico; possono essere chiamati a collaborare personale infermieristico ed altri soggetti specializzati (ad esempio istruttori BLS). Non è sufficiente un formatore generico della sicurezza. Attenzione però: la qualifica del docente è tra i primi elementi verificati dall'organo ispettivo per stabilire la validità del corso.

Il D.M. 388/2003 è stato modificato dall'ASR 17 aprile 2025?

No. L'ASR 2025 ha esplicitamente escluso i corsi di primo soccorso dal proprio ambito. Il D.M. 388/2003 rimane la norma di riferimento esclusiva per la formazione degli addetti al primo soccorso aziendale. Attenzione però: la confusione su questo punto è molto diffusa - verificare sempre il testo ufficiale.

Il datore di lavoro può svolgere direttamente il ruolo di addetto al primo soccorso?

Sì, in determinate condizioni. L'art. 34 del D.Lgs 81/08 prevede che il datore di lavoro possa svolgere direttamente i compiti di addetto al primo soccorso nelle ipotesi previste dall'Allegato II al decreto, a condizione di formarsi e aggiornarsi periodicamente ai sensi dell'art. 34, comma 2-bis. Attenzione però: la norma prevede condizioni specifiche - non è una scelta disponibile per tutte le aziende.

Quanti addetti al primo soccorso deve avere un'azienda?

Il D.M. 388/2003 non fissa un numero minimo assoluto, ma l'art. 43 del D.Lgs 81/08 prevede che il datore di lavoro debba garantire un numero di addetti sufficiente e adeguato alle dimensioni dell'azienda e all'organizzazione del lavoro, assicurando la presenza del servizio di primo soccorso in ogni momento dell'attività lavorativa.

In termini organizzativi, è fondamentale considerare la continuità della copertura: la presenza di un solo addetto può non essere sufficiente, poiché devono essere gestite eventuali assenze (ferie, malattia, copertura di tutti I turni di Lavoro, smart working) e deve essere garantita sempre la possibilità di intervento immediato. Per questo motivo, la designazione di più addetti è normalmente necessaria per assicurare un livello di copertura adeguato e stabile nel tempo.

Cosa deve contenere il registro della formazione per il primo soccorso?

Il registro deve riportare: data del corso, durata, contenuti svolti, nome e qualifica del docente, firma di presenza, data di rilascio e scadenza dell'attestato. È buona prassi indicare anche il gruppo aziendale di riferimento e il rimando normativo. Attenzione però: un registro incompleto, anche in presenza di attestati validi, può essere contestato durante una verifica ispettiva.

Gli infermieri o i medici aziendali devono frequentare il corso di primo soccorso?

I lavoratori con qualifica sanitaria possono essere esentati dal corso base. Tuttavia, sono comunque tenuti all'aggiornamento triennale previsto dal D.M. 388/2003 - con le stesse modalità e la stessa cadenza degli altri addetti. Attenzione però: l'esenzione dal corso base non implica esenzione dall'aggiornamento.

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Il prossimo passo

L'aggiornamento primo soccorso non è un adempimento che si può posticipare a tempo indefinito. Tre anni passano in fretta - soprattutto nelle aziende dove il piano formativo annuale non include un sistema strutturato di monitoraggio delle scadenze. Il rischio non è solo quello sanzionatorio: è la concreta possibilità che, in caso di emergenza, l'addetto designato abbia perso padronanza delle manovre che la norma gli chiede di saper eseguire.

Il punto di partenza pratico è uno: verificare oggi la data degli attestati di tutti gli addetti al primo soccorso in azienda, confrontarla con il gruppo di appartenenza e calcolare la scadenza del rinnovo. Se ci sono attestati in scadenza nei prossimi sei mesi, è il momento di pianificare il corso. Se ci sono attestati già scaduti, è il momento di intervenire subito.

Un secondo aspetto vale la pena di tenere in considerazione: la classificazione aziendale può cambiare nel tempo. Se l'azienda ha modificato la sua attività, le dimensioni o le voci tariffarie INAIL negli ultimi anni, è opportuno verificare che il gruppo di appartenenza sia ancora quello corretto - e che la formazione degli addetti sia coerente con il nuovo profilo.

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Normativa aggiornata al 26/03/2026. Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere informativo e non sostituiscono la consulenza di un professionista qualificato. Importi sanzionatori indicati come ordini di grandezza; per gli importi esatti aggiornati ISTAT consultare il testo vigente del D.Lgs 81/08.

Ultimo aggiornamento: 26/03/2026 | Prossima revisione: entro giugno 2026

Redazione SILAQ - Team Formazione e Compliance

A cura del team consulenza SILAQ - specialisti D.Lgs 81/08 dal 1986