Addetto Antincendio: Chi È, Cosa Fa, Nomina e Formazione Obbligatoria

Data pubblicazione: 11 Giugno 2026

In ogni azienda, piccola o grande, deve esserci almeno una persona formata per intervenire in caso di principio di incendio. Non si tratta di un ruolo generico né di una scelta facoltativa: è una figura operativa precisa, con compiti definiti dalla normativa e responsabilità concrete nella gestione delle emergenze.

L'addetto antincendio è il lavoratore designato dal Datore di Lavoro per attuare le misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, come stabilito dal D.Lgs. 81/2008 agli articoli 18 e 43. La sua presenza è obbligatoria in tutte le attività lavorative, indipendentemente dal settore o dal numero di dipendenti: anche uno studio professionale con un solo collaboratore deve avere un addetto formato.

Questa guida chiarisce chi è l'addetto antincendio, come avviene la nomina, quali sono i suoi compiti operativi, e quali obblighi formativi devono essere rispettati secondo la normativa vigente. Informazioni pratiche per Datori di Lavoro, RSPP e HR che devono gestire questa figura fondamentale per la sicurezza aziendale.

Chi è l'addetto antincendio: definizione normativa e ruolo

L'addetto antincendio è il lavoratore che il Datore di Lavoro designa preventivamente per l'attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio, evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato e gestione dell'emergenza, ai sensi dell'art. 18, comma 1, lett. b) e dell'art. 43 del D.Lgs. 81/2008.

È importante sottolineare che si tratta di un lavoratore dipendente dell'azienda, non di un consulente esterno. Gli addetti antincendio devono essere lavoratori presenti nel luogo di lavoro durante l'orario di attività, adeguatamente formati e operativamente disponibili. In alcune ipotesi previste dalla normativa (Allegato II D.Lgs. 81/08), anche il Datore di Lavoro stesso può assumere il ruolo di addetto antincendio.

L'addetto antincendio non è il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), né assume responsabilità penali aggiuntive rispetto a quelle del lavoratore ordinario. È un ruolo operativo, con compiti tecnici precisi, che richiede formazione specifica ma non comporta l'assunzione di funzioni dirigenziali o di vigilanza generale.

Il Punto Chiave

L'addetto antincendio è un lavoratore interno all'azienda, non un consulente esterno. Questa distinzione è fondamentale: il Datore di Lavoro non può 'comprare' il servizio all'esterno, ma deve individuare persone all'interno del proprio organico, formarle e garantirne la presenza operativa. Anche in un'azienda con un solo dipendente, quel dipendente deve essere l'addetto antincendio formato, oppure il Datore di Lavoro stesso deve assumere il ruolo (se previsto dalla normativa specifica).

Come avviene la nomina: procedura e obblighi del Datore di Lavoro

La nomina dell'addetto antincendio è un atto formale che deve essere documentato per iscritto. Il Datore di Lavoro individua il lavoratore (o i lavoratori) da designare e gli comunica l'incarico tramite lettera di nomina o comunicazione interna protocollata.

La lettera di nomina deve contenere:

  • Generalità complete del lavoratore designato
  • Riferimento normativo (D.Lgs. 81/08, artt. 18 e 43)
  • Data di decorrenza della nomina
  • Impegno dell'azienda a fornire la formazione obbligatoria
  • Eventuale specificazione del livello di rischio aziendale

Il lavoratore designato non può rifiutare l'incarico se non per giustificato motivo. I motivi di rifiuto legittimi includono condizioni di salute incompatibili (ad esempio, limitazioni fisiche certificate), conflitti con altre mansioni critiche che renderebbero impossibile l'intervento in emergenza, o situazioni oggettive documentate. Il semplice disagio o la preferenza personale non costituiscono giustificato motivo.

Quanti addetti designare?

Non esiste un rapporto numerico fisso tra numero di lavoratori e numero di addetti antincendio. Il criterio guida è l'adeguatezza rispetto a:

  • Dimensioni e conformazione degli spazi di lavoro
  • Numero di lavoratori presenti contemporaneamente
  • Articolazione su più piani o edifici separati
  • Organizzazione dei turni di lavoro
  • Livello di rischio dell'attività

Il principio fondamentale è che deve essere sempre presente almeno un addetto formato durante l'orario di lavoro, in ogni area dell'azienda dove operano lavoratori. In un piccolo ufficio su un piano unico con 10 persone, può essere sufficiente un addetto; in uno stabilimento produttivo su due piani con 80 dipendenti distribuiti su tre turni, potrebbero servire 4-6 addetti per garantire copertura continua.

Compiti e responsabilità operative dell'addetto antincendio

L'addetto antincendio svolge funzioni concrete, che si articolano in attività di prevenzione ordinaria e interventi in caso di emergenza. Non si tratta di un ruolo simbolico o di rappresentanza: richiede presenza operativa, competenza tecnica e capacità decisionale rapida.

Attività di prevenzione ordinaria

  • Controllo periodico delle attrezzature antincendio: verifica che estintori, idranti, naspi, cassette antincendio siano in posizione, integri, accessibili e con revisioni in corso di validità. Segnalazione tempestiva al Datore di Lavoro o all'RSPP di eventuali anomalie.
  • Verifica vie di esodo: controllo che corridoi, scale di emergenza, uscite di sicurezza siano sempre sgombri da ostacoli, che la segnaletica sia visibile e che le porte tagliafuoco non siano bloccate in posizione aperta.
  • Partecipazione alle esercitazioni di evacuazione: collaborazione con RSPP e Datore di Lavoro nell'organizzazione e conduzione delle prove di evacuazione periodiche, con verifica dei tempi di esodo e segnalazione di criticità.
  • Segnalazione situazioni di rischio: individuazione e comunicazione di comportamenti pericolosi (es. accumulo di materiale combustibile, utilizzo improprio di apparecchiature elettriche, ostruzioni) o modifiche agli spazi che alterano le condizioni di sicurezza.

Interventi in caso di emergenza

  • Intervento su principi di incendio: utilizzo immediato degli estintori portatili o di idranti/naspi per spegnere focolai nelle prime fasi, prima che si propaghino. Valutazione rapida della situazione e decisione se intervenire o evacuare.
  • Attivazione dell'allarme e chiamata soccorsi: azionamento dei sistemi di allarme, chiamata ai Vigili del Fuoco (115) fornendo informazioni precise (indirizzo, tipo di emergenza, presenza di persone, sostanze pericolose), mantenimento del contatto con la centrale operativa.
  • Coordinamento dell'evacuazione: guida dei lavoratori verso le uscite di sicurezza lungo i percorsi di esodo prestabiliti, verifica che nessuno sia rimasto all'interno (controllo bagni, spogliatoi, locali secondari), gestione del punto di raccolta esterno.
  • Interfaccia con i Vigili del Fuoco: accoglienza delle squadre di soccorso all'arrivo, fornitura di informazioni sulla planimetria dell'edificio, ubicazione dell'incendio, presenza di persone eventualmente non evacuate, posizione di quadri elettrici, bombole di gas, sostanze infiammabili.
Scenario Reale

In un'azienda grafica con 25 dipendenti, l'addetto antincendio ha evitato un incendio potenzialmente grave grazie ai controlli di routine. Durante la verifica settimanale, ha notato che uno degli estintori a CO2 posizionato vicino al locale server presentava una perdita di pressione (manometro in zona rossa). Ha immediatamente segnalato il problema al Datore di Lavoro e isolato l'area. Due giorni dopo, un cortocircuito in un rack server ha generato fumo e principio d'incendio. L'addetto è intervenuto prontamente con un estintore funzionante prelevato dalla postazione adiacente, spegnendo il focolaio in pochi secondi. Se l'estintore difettoso non fosse stato individuato per tempo, l'intervento sarebbe stato molto più complesso e probabilmente sarebbe stato necessario evacuare l'intero edificio.

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Formazione obbligatoria: corso, durata e aggiornamento

L'addetto antincendio deve ricevere una formazione specifica, adeguata al livello di rischio dell'attività aziendale. La formazione è obbligatoria per legge (D.Lgs. 81/08, art. 37 e 43) e deve essere completata prima che il lavoratore inizi a svolgere le funzioni di addetto antincendio. Il costo è interamente a carico del Datore di Lavoro e le ore di formazione sono considerate orario di lavoro effettivo.

Livelli di rischio e durate dei corsi

Il D.M. 02/09/2021, in vigore dal 4 ottobre 2022, ha introdotto una classificazione basata su tre livelli numerici (Livello 1, 2, 3) che sostituisce la precedente denominazione rischio basso-medio-alto. La durata del corso varia in base al livello:

Livello Durata Corso Aggiornamento
Livello 1 (ex basso) 4 ore 2 ore ogni 5 anni
Livello 2 (ex medio) 8 ore 5 ore ogni 5 anni
Livello 3 (ex alto) 16 ore 8 ore ogni 5 anni

Per approfondimenti sulla classificazione dei livelli di rischio, le modalità di erogazione dei corsi (aula, videoconferenza, e-learning) e i contenuti formativi specifici, consulta la guida completa al corso antincendio.

Parte pratica obbligatoria

Tutti i corsi antincendio, indipendentemente dal livello, prevedono una parte pratica obbligatoria che non può essere svolta in modalità e-learning o simulata virtualmente. Gli addetti devono esercitarsi concretamente:

  • Nell'uso di estintori portatili su fuochi reali (classe A, B, C)
  • Nell'uso di idranti o naspi (Livelli 2 e 3)
  • Nell'utilizzo di DPI (guanti, caschi, occhiali)
  • Nelle procedure di allarme ed evacuazione (Livelli 2 e 3)

Le esercitazioni pratiche devono svolgersi presso un campo prove attrezzato, con supervisione di docenti qualificati. È questa componente operativa che permette agli addetti di acquisire le competenze reali necessarie per intervenire efficacemente in caso di emergenza.

Domande frequenti sull'addetto antincendio

1. Posso rifiutare la nomina di addetto antincendio?

In linea generale, no. Il lavoratore non può rifiutare la designazione se non per giustificato motivo. I motivi legittimi includono condizioni di salute incompatibili certificate da un medico (ad esempio, problemi respiratori che rendono pericoloso l'uso di DPI, limitazioni fisiche che impediscono l'uso di estintori), incompatibilità con altre mansioni critiche che renderebbero impossibile l'intervento tempestivo, o situazioni oggettive documentate che rendano il lavoratore inadeguato al ruolo.

Ma attenzione: il semplice disagio, la preferenza personale, o la non volontà generica non costituiscono giustificato motivo. Il rifiuto ingiustificato può configurare un inadempimento disciplinare. Tuttavia, il Datore di Lavoro, nella scelta dell'addetto, dovrebbe comunque preferire lavoratori che abbiano mostrato disponibilità e attitudine al ruolo.

2. L'addetto antincendio riceve un compenso aggiuntivo?

La normativa sulla sicurezza (D.Lgs. 81/08) non prevede un compenso obbligatorio per l'addetto antincendio. Tuttavia, alcuni Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) o accordi aziendali possono prevedere indennità specifiche per chi ricopre ruoli di sicurezza. È una questione contrattuale, non normativa: dipende dal settore e dall'azienda.

Ma attenzione: anche in assenza di compenso economico, il Datore di Lavoro deve garantire che la formazione avvenga durante l'orario di lavoro (con retribuzione normale) e che non ci siano oneri a carico del lavoratore. La formazione non può essere svolta nel tempo libero del dipendente né può comportare costi diretti per lui.

3. Cosa succede se l'addetto antincendio è assente (ferie, malattia)?

Il Datore di Lavoro deve garantire la presenza di almeno un addetto antincendio formato durante tutti gli orari di lavoro. Se l'addetto designato è assente, devono esserci altri addetti formati pronti a subentrare. Questo è uno dei motivi per cui, in aziende di medie-grandi dimensioni o con turnazioni complesse, è necessario formare più persone.

Ma attenzione: non è accettabile avere un solo addetto senza copertura. In caso di ispezione, se durante l'orario di lavoro non è presente alcun addetto formato, l'azienda risulta inadempiente e può essere sanzionata. La pianificazione deve tenere conto di ferie, malattie, trasferte e assenze programmate.

4. Se cambio azienda, posso usare l'attestato conseguito?

Sì, l'attestato di formazione antincendio ha validità nazionale ed è trasferibile. Se hai conseguito un attestato di Livello 2 e passi a un'azienda sempre di Livello 2, il tuo attestato è valido e non devi ripetere la formazione. Devi solo consegnare copia dell'attestato al nuovo Datore di Lavoro. Tuttavia, se il livello di rischio della nuova attività è superiore (es. da Livello 1 a Livello 2), dovrai integrare la formazione.

Ma attenzione: anche se l'attestato è valido, il nuovo Datore di Lavoro può richiedere una formazione integrativa specifica sui rischi della nuova attività (impianti particolari, sostanze specifiche, procedure aziendali). Questa integrazione non sostituisce il corso generale, ma lo completa con informazioni operative locali.

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Conclusione: il valore operativo dell'addetto antincendio

L'addetto antincendio non è un adempimento formale né una figura simbolica: è il primo presidio operativo che può fare la differenza tra un principio di incendio rapidamente domato e un'emergenza che coinvolge l'intero edificio. La sua presenza, la sua formazione e la sua capacità di intervenire con lucidità e competenza rappresentano un investimento concreto sulla sicurezza aziendale.

Designare l'addetto antincendio, garantirgli una formazione adeguata, assicurare la copertura continua durante gli orari di lavoro e aggiornare le sue competenze ogni cinque anni sono obblighi normativi che rispondono a una logica operativa precisa: preparare le persone a gestire emergenze che possono verificarsi quando meno te lo aspetti.

Scegli addetti motivati, forma più persone di quelle strettamente necessarie per garantire ridondanza, documenta tutto per iscritto, e ricorda che la vera sicurezza non si misura dalla presenza di un attestato in archivio, ma dalla capacità effettiva di chi, in caso di emergenza, saprà cosa fare.