Defibrillatore automatico: uso, manutenzione e responsabilità

Data pubblicazione: 22 Ottobre 2026
In sintesi

Il defibrillatore automatico (DAE) eroga una scarica elettrica controllata per interrompere la fibrillazione ventricolare in caso di arresto cardiaco ed è utilizzabile anche da personale non sanitario formato (L. 120/2001, modificata dalla L. 116/2021). In azienda non esiste un obbligo generalizzato di dotazione, ma il dispositivo va registrato presso il 118 e sottoposto a manutenzione periodica documentata.

Il punto chiave

Se l'azienda decide di dotarsi di un DAE, il dispositivo deve essere registrato presso la centrale operativa 118 territorialmente competente, come previsto dalla Legge 116/2021. Per i DAE acquistati oggi la comunicazione è effettuata dal venditore, sulla base dei dati forniti dall'acquirente: collocazione, marca, modello, scadenza di batterie e piastre e orari di accessibilità. All'azienda conviene comunque verificare che la registrazione sia avvenuta, conservarne la ricevuta e aggiornarla se il dispositivo viene spostato o sostituito.

La mancata manutenzione (batterie scariche, piastre scadute) non è sanzionata in modo specifico, ma in caso di malfunzionamento durante un'emergenza può pesare direttamente sulla responsabilità del datore di lavoro. Un consiglio professionale: individuare da subito un responsabile del dispositivo, incaricato dei controlli periodici e del rispetto delle scadenze, e inserirlo nel piano di emergenza aziendale.

Un arresto cardiaco improvviso non guarda l'orologio. Succede in ufficio, in magazzino, durante una riunione - e i primi minuti decidono quasi tutto, perché la probabilità di sopravvivenza si riduce rapidamente a ogni minuto che passa senza rianimazione e defibrillazione. È in questa finestra di tempo strettissima che il defibrillatore automatico fa la differenza: consente a chiunque, anche senza formazione sanitaria, di intervenire prima che arrivi il 118. La Legge 116/2021 ha riscritto le regole su chi può usarlo e su cosa succede se qualcosa va storto durante il soccorso. Restano però parecchi dubbi pratici tra i datori di lavoro e gli RSPP: quando il DAE è davvero obbligatorio, chi deve occuparsi della manutenzione, cosa rischia chi lo utilizza senza essere un soccorritore certificato. Le risposte, punto per punto.

In questo articolo

Tempo di lettura: 8 minuti

Il DAE: come funziona e perché serve sul lavoro

Il DAE eroga una scarica elettrica calibrata per interrompere la fibrillazione ventricolare o la tachicardia ventricolare senza polso e permettere al cuore di ritrovare un ritmo efficace. Il dispositivo analizza da solo il tracciato cardiaco della persona soccorsa. Se non rileva un'aritmia defibrillabile, semplicemente non eroga la scarica: è un sistema pensato per essere sicuro anche nelle mani di chi non ha alcuna preparazione medica.

Sul piano operativo, il DAE si inserisce in quella che viene definita la catena della sopravvivenza , i cui primi anelli sono affidati a chi si trova sul posto: riconoscimento precoce dell'arresto cardiaco, chiamata al 112/118, rianimazione cardiopolmonare (compressioni toraciche) e defibrillazione precoce. Seguono poi il soccorso avanzato e le cure ospedaliere. Mancare anche solo uno di questi anelli riduce sensibilmente le possibilità di un esito positivo. Ed è proprio per questo che l'esperienza di consulenza nel settore insiste tanto su un punto: il dispositivo da solo non basta, serve personale che sappia riconoscere l'emergenza e attivare la sequenza corretta.

Scenario reale

A Castano Primo (MI), il 25 giugno 2026, un podista di 54 anni è stato colpito da arresto cardiaco durante una gara podistica serale. I presenti, guidati telefonicamente dall'operatore Areu, hanno iniziato subito il massaggio cardiaco e utilizzato un defibrillatore pubblico: la scarica erogata dal DAE ha permesso la ripresa dell'attività cardiaca ancora prima dell'arrivo dei soccorritori (fonte: Il Giorno, 25/06/2026). Un episodio pubblico, ma che racconta bene cosa può succedere quando il dispositivo è a portata di mano - vale in un cortile aziendale come in strada.

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Molte non conformità rilevate in ispezione nascono da un semplice errore di classificazione del gruppo aziendale. Questa tabella riassume i criteri A/B/C, le ore di corso e aggiornamento, e le scadenze da monitorare, così l'azienda non si scopre mai senza copertura.

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Il DAE è obbligatorio in azienda? Cosa prevede davvero la normativa

No: a livello nazionale non esiste un obbligo generalizzato che imponga a ogni impresa privata di dotarsi di un defibrillatore. La Legge 116/2021, in vigore dal 28 agosto 2021, individua invece ambiti specifici: le sedi delle pubbliche amministrazioni con almeno 15 dipendenti e servizi aperti al pubblico, scuole e università, aeroporti, stazioni ferroviarie, porti e i mezzi di trasporto che effettuano tratte continuate di almeno due ore senza fermate intermedie. Per le società sportive l'obbligo deriva invece dalla normativa di settore (oggi il DM 7 aprile 2023) e riguarda gare e allenamenti negli impianti sportivi, con l'esclusione degli sport a ridotto impegno cardiocircolatorio.

Un'azienda privata con 20, 50 o 200 dipendenti non rientra quindi in questo perimetro per il solo numero di addetti: la soglia dei 15 dipendenti riguarda le sedi della pubblica amministrazione, non il settore privato. Prima di concludere che il DAE sia facoltativo, però, vale la pena verificare tre livelli: la normativa nazionale, eventuali norme di settore legate all'attività svolta e le disposizioni regionali, che in alcuni casi introducono indicazioni ulteriori. E anche in assenza di obbligo, la scelta va valutata nel DVR, in base ai rischi e all'organizzazione del primo soccorso.

Il consiglio dell'esperto

Anche in assenza di un obbligo diretto, chi opera in comparti con età media dei lavoratori elevata o con turni isolati (magazzini, cantieri, sedi periferiche) tende ormai a considerare il DAE una misura di miglioramento continuo, coerente con l'art. 15 del D.Lgs 81/08. Non è un adempimento formale: è una scelta che, sul campo, i consulenti di sicurezza vedono sempre più spesso ripagare.

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60 giorni per la registrazione al 118: gli obblighi dopo l'acquisto del DAE

Ogni DAE deve essere registrato presso la centrale operativa del sistema di emergenza sanitaria 118 competente per territorio (Legge 116/2021, art. 6), comunicando l'esatta collocazione del dispositivo, marca e modello, la data di scadenza delle parti deteriorabili (batterie e piastre) e gli orari di accessibilità. Per i dispositivi acquistati dopo l'entrata in vigore della legge, la comunicazione spetta al venditore, che vi provvede al momento della vendita tramite modulistica informatica, sulla base dei dati forniti dall'acquirente. Per quelli già presenti, la legge aveva fissato un termine di sessanta giorni, ormai scaduto. In ogni caso, all'azienda conviene verificare che la registrazione sia avvenuta e conservarne la ricevuta.

Il Decreto 16 marzo 2023, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 luglio 2023, ha poi definito criteri e modalità di installazione dei DAE, richiamando le linee guida dell'Accordo Stato-Regioni del 27 febbraio 2003 e il DM Salute 18 marzo 2011.

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Primo soccorso in azienda: tabella gruppi, ore e scadenze

Molte non conformità rilevate in ispezione nascono da un semplice errore di classificazione del gruppo aziendale. Questa tabella riassume i criteri A/B/C, le ore di corso e aggiornamento, e le scadenze da monitorare, così l'azienda non si scopre mai senza copertura.

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Manutenzione del defibrillatore: controlli, batterie ed elettrodi da non trascurare

Nei luoghi pubblici la legge richiede di individuare un responsabile del corretto funzionamento del dispositivo; in azienda è comunque buona prassi farlo, scegliendo di solito un addetto al primo soccorso o il referente della sede. La maggior parte dei dispositivi moderni esegue un'autodiagnosi periodica e segnala eventuali anomalie con un indicatore luminoso o acustico, ma questo non sostituisce un controllo visivo regolare e un registro di manutenzione tenuto con ordine.

Le piastre hanno una scadenza indicata dal produttore, che varia secondo il modello, e sono monouso: vanno sostituite dopo ogni impiego. Le batterie durano più a lungo, ma anche la loro scadenza va controllata a calendario. La centrale 118 segnala periodicamente le scadenze delle parti deteriorabili dei DAE registrati, ma è un aiuto, non un sistema di manutenzione: una data di sostituzione appuntata su un post-it non è un controllo, è un rischio in attesa di manifestarsi.

Attenzione

Molti pensano che, una volta acquistato, il DAE resti operativo per anni senza bisogno di attenzione. In realtà piastre scadute o batteria scarica possono impedire l'erogazione della scarica proprio nel momento in cui serve. L'ispezione periodica non è un dettaglio: è la differenza tra un dispositivo pronto e uno inutile.

Un errore che si vede ripetersi nelle verifiche interne: il DAE riposto in un armadio chiuso a chiave, lontano dalla zona di maggior transito, con la chiave custodita da una sola persona magari assente quel giorno. La segnaletica visibile e l'accessibilità 24 ore su 24, dove possibile, contano quanto la manutenzione tecnica del dispositivo.

Uso del DAE da parte di non sanitari: la tutela legale prevista dalla legge

L'art. 3 della Legge 116/2021, che ha riscritto l'art. 1 della Legge 3 aprile 2001, n. 120, consente l'uso del defibrillatore semiautomatico o automatico anche al personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione specifica in rianimazione cardiopolmonare. Ma la norma va oltre: in assenza di personale formato, in caso di sospetto arresto cardiaco l'uso del DAE è comunque consentito anche a chi non possiede i requisiti previsti.

È qui che entra in gioco la tutela penale. La stessa disposizione richiama espressamente l'art. 54 del Codice Penale - lo stato di necessità - escludendo la responsabilità di chi, non essendo formato, tenta comunque di prestare soccorso utilizzando il defibrillatore o eseguendo manovre di rianimazione. Tradotto in pratica: nessuno dovrebbe esitare a intervenire per paura delle conseguenze legali, perché la legge protegge esplicitamente chi agisce in buona fede per salvare una vita.

Diverso, ma complementare, il tema della formazione strutturata: il corso BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) rilascia un'abilitazione che, secondo le discipline regionali, ha tipicamente validità biennale e richiede un retraining periodico con simulazione pratica su manichino. Il D.Lgs 81/08 (art. 45) e il DM 388/2003 restano il riferimento per l'organizzazione del primo soccorso aziendale, DAE incluso, indipendentemente dal fatto che il dispositivo sia obbligatorio o adottato volontariamente.

Obblighi di primo soccorso e conseguenze in caso di inadempienza

Adempimento Conseguenza Riferimento normativo Rischio pratico
Mancata organizzazione del primo soccorso aziendale Sanzioni a carico del datore di lavoro/dirigente, nei casi più gravi anche con profili penali Art. 43 c.1 lett. a-b e art. 55 D.Lgs 81/08 Primo elemento verificato dall'ispettore in caso di infortunio grave
Addetti al primo soccorso non designati o non formati Sanzioni a carico del datore di lavoro/dirigente. Importi raddoppiati oltre 5 lavoratori e triplicati oltre 10 Art. 45 D.Lgs 81/08, DM 388/2003, art. 55 Contestata insieme al registro della formazione
Omessa comunicazione dei dati del DAE al 118 entro 60 giorni Non è prevista una sanzione amministrativa specifica Art. 6 L. 116/2021 Il dispositivo non registrato rallenta la localizzazione da parte dei soccorritori
Assenza di manutenzione documentata del DAE Non sanzionata direttamente, ma rileva ai fini della responsabilità civile Principi generali art. 2043 c.c. e art. 2087 c.c. Dispositivo scarico o piastre scadute possono non erogare la scarica

Domande frequenti

Il DAE è obbligatorio per tutte le aziende?

No. La L. 116/2021 riguarda le sedi delle pubbliche amministrazioni con almeno 15 dipendenti e servizi aperti al pubblico, scuole e università, aeroporti, stazioni, porti e alcuni mezzi di trasporto. Le società sportive sono soggette invece alla normativa di settore (DM 7 aprile 2023). Attenzione però: vanno comunque verificate eventuali norme regionali o settoriali specifiche e, anche senza obbligo, la scelta va valutata nel DVR.

Chi può usare il DAE se in azienda non c'è personale formato?

In caso di sospetto arresto cardiaco, la legge consente l'uso del DAE anche a chi non ha ricevuto formazione specifica (art. 3 L. 116/2021). Attenzione però: questo non sostituisce l'obbligo del datore di lavoro di designare e formare addetti al primo soccorso ai sensi del D.Lgs 81/08.

Ogni quanto vanno sostituite batteria ed elettrodi del defibrillatore?

La scadenza è indicata dal produttore sulla confezione e sul dispositivo stesso: le piastre generalmente entro i due anni, le batterie su intervalli più lunghi ma comunque da monitorare. Attenzione però: le scadenze vanno controllate a calendario, non solo quando il dispositivo segnala un'anomalia.

Il DAE va dichiarato a qualche ente dopo l'acquisto?

Sì: ogni DAE deve essere registrato presso la centrale operativa del 118 competente per territorio, indicando ubicazione, marca e modello, scadenze delle parti deteriorabili e orari di accessibilità (art. 6 L. 116/2021). Per i dispositivi acquistati oggi la comunicazione è effettuata dal venditore, sulla base dei dati forniti dall'acquirente. L'azienda deve però verificare che sia avvenuta, conservarne la ricevuta e aggiornare i dati se il DAE cambia collocazione o se vengono sostituite batterie e piastre. Attenzione però: la comunicazione va aggiornata se il DAE cambia sede o vengono sostituiti componenti

Cosa rischia chi usa il DAE senza essere certificato, se il tentativo di soccorso non riesce?

L'art. 3 della L. 116/2021 richiama espressamente l'art. 54 del Codice Penale - lo stato di necessità - escludendo la responsabilità di chi, senza i requisiti richiesti, tenta comunque di prestare soccorso. Attenzione però: la tutela riguarda chi agisce con l'intento di aiutare, non situazioni di uso improprio del dispositivo.

Qual è la differenza tra DAE e defibrillatore manuale?

Il DAE analizza autonomamente il ritmo cardiaco e indica se la scarica è necessaria: nel modello semiautomatico è l'operatore a erogarla premendo un pulsante, in quello automatico parte da sola. Il defibrillatore manuale richiede invece che sia il personale sanitario a interpretare il tracciato e a decidere la scarica. Per questo nei luoghi di lavoro e negli altri contesti extraospedalieri si utilizzano DAE, pensati per essere usati anche da operatori non sanitari.

Il DAE sostituisce l'obbligo di formazione al primo soccorso previsto dal D.Lgs 81/08?

No. L'organizzazione del primo soccorso aziendale - designazione e formazione degli addetti secondo il DM 388/2003 - resta obbligatoria indipendentemente dalla presenza del DAE (art. 45 D.Lgs 81/08). Attenzione però: molti corsi di primo soccorso includono ormai un modulo pratico sull'uso del defibrillatore, proprio per integrare i due adempimenti.

Il prossimo passo

Il punto centrale resta questo: la legge protegge chi interviene, ma non esonera l'azienda dall'organizzare l'emergenza. Se in azienda è già presente un DAE, la priorità immediata è verificare che la registrazione al 118 sia aggiornata e che qualcuno, con nome e cognome, sia responsabile della manutenzione. Se il dispositivo non c'è ancora, vale la pena valutarlo insieme a chi si occupa della formazione al primo soccorso, per integrarlo fin da subito nel piano di emergenza invece di aggiungerlo in un secondo momento come elemento isolato. Per una valutazione degli obblighi specifici della tua azienda e delle scadenze formative già attive, contatta il team SILAQ.

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SILAQ è esperta in sicurezza sul lavoro dal 1986.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono una valutazione dei rischi personalizzata né una consulenza legale specifica. Per l'applicazione della normativa al caso concreto è opportuno rivolgersi a un consulente qualificato.

Ultimo aggiornamento: 22/09/2026 - Prossima revisione: entro 3 mesi

Redazione SILAQ - Team Formazione e Compliance, esperti D.Lgs 81/08 dal 1986